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Riprendersi la vita. Etnografia dell’Hotel Quattrostelle occupato tra bisogno e socialità

di Osvaldo Costantini
Ombre Corte, 2023
Il testo offre uno sguardo antropologico su una occupazione abitativa romana, l’Hotel Quattrostelle, con una attenzione alle biografie e ai dilemmi delle persone, principalmente migranti, che entrano nei percorsi del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma. Il testo si dispiega a partire da una riflessione sulle traiettorie biografiche dell’autore, tra estrazione sociale e attivismo politico. Il tema dell’occupazione è inoltre prisma di rifrazione di diverse questioni: uno sguardo privilegiato è dedicato alla modalità di autorganizzazione reale che si costruisce all’interno dell’occupazione e sembra dipanarsi in una particolare dialettica tra decisioni assembleari, devianze e formazioni di continui contropoteri. Emergono in questo modo diversi temi relativi alle classi subalterne ed alla loro produzione culturale intorno a lavoro, tempo libero, violenza, obblighi familiari, integrazione, abitare, diritti, religione, diversità culturale (scheda editoriale).

Le strade per Roma. Rapporto 2021 sulle migrazioni interne in Italia

a cura di Michele Colucci e Stefano Gallo
Il Mulino, 2021
Nella crescita della Roma contemporanea le migrazioni interne hanno avuto un ruolo fondamentale. Trascurati a lungo e quindi scarsamente approfonditi, i flussi migratori che hanno popolato Roma partendo dal resto d'Italia meritano una rinnovata attenzione. La composizione della popolazione romana è stata notevolmente modificata dagli apporti estern: dalla provincia alle altre aree del Lazio fino alle regioni dell'Italia centrale, per non dimenticare il Piemonte e il Veneto, insieme all'afflusso di massa dalle regioni meridionali. Utilizzando la chiave di lettura delle migrazioni interne, il volume coglie gli aspetti centrali dello sviluppo e delle contraddizioni della città: i legami con l'espansione edilizia, la vicenda delle borgate e dei borghetti, il mercato del lavoro, gli studenti fuorisede, gli intrecci con le immigrazioni dall'estero nella fase più recente, le differenze tra i quartieri popolari e quelli legati al ceto medio, solo per citare alcune questioni ricorrenti.

Kotha. Donne bangladesi nella Roma che cambia

di Katiuscia Carnà e Sara Rossetti
Ediesse, 2021
Kotha, letteralmente "racconto" e/o "storia", vuole essere un libro di storie e racconti. Musulmane, indù e cristiane, casalinghe e imprenditrici, madri e giovani nuove italiane, questo e molto altro sono le donne che le autrici del libro raccontano, attraverso le loro voci e i loro volti. Donne bangladesi immigrate a Roma con le quali le autrici, per storie personali e motivi di ricerca, hanno avuto l’opportunità di instaurare un forte legame di fiducia e amicizia, che ha consentito una conoscenza reciproca, una condivisione di emozioni e sentimenti, una riflessione comune nel segno del l’interculturalità. Il teatro è Roma, una città in continua trasformazione, la capitale del Sacro che mostra un volto nuovo, rinnovato, multi etnico e multireligioso, ma al contempo percorsa da contraddizioni e conflitti.

Senza Metropoliz non è la mia città

a cura di Massimo de Finis e Irene Di Noto
Bordeauxedizioni, 2020
Metropoliz è l’ex salumificio Fiorucci in via Prenestina a Roma: una fabbrica dismessa nel quartiere di Tor Sapienza in cui coabitano circa duecento persone provenienti da Perù, Santo Domingo, Marocco, Tunisia, Eritrea, Sudan, Ucraina, Polonia, Romania, Italia e che, insieme al MAAM - Museo dell'Altro e dell'Altrove, è sotto minaccia di sgombero. Perché senza Metropoliz, Roma non è la mia città!? Sono oltre 50 gli autori che hanno risposto a questa domanda,  sostenendo ciascuno con il proprio punto di vista, disciplinare,  ma anche personalissimo, il valore di un’esperienza unica come quella di Metropoliz e del suo museo “abitato” (scheda editoriale, video di presentazione).

Esquilino, Esquilini. Un luogo plurale

A cura di Marco Di Sandro e Vincenzo Carbone
Roma-Tre Press, 2020
Il testo dà conto delle trasformazioni sociali in senso “multiculturale” del rione Esquilino, concentrandosi su diversi ambiti di interesse di ricerca sociale in chiave transdisciplinare. L’opera si articola in due sezioni: nella prima vengono delineate le prospettive analitiche adottate, discusse e problematizzate le nozioni di luogo e di pratica spaziale e, attraverso il mapping sociale dell’area, sono proposte chiavi di lettura su territorio, sui processi che lo connotano e sui significati assegnati ai luoghi; nella seconda parte, diversi autori approfondiscono temi specifici, secondo ambiti disciplinari e prospettive di analisi diversificate (scarica).

La città inquieta. Cultura, rivolte e nuova socialità

 di Antimo Farro e Simone Maddanu
Cedam, 2017
Di fronte a frammentazioni sociali, a rimodellamenti culturali, economici e politici, la città è inquieta. I cittadini fronteggiano trasformazioni non volute e a volte inattese, alcuni costruendo nuovi immaginari sociali inclusivi; altri chiudendosi alla presenza dei migranti e guardando nostalgicamente al passato. A Roma come a Parigi, le periferie o le banlieue tentano con difficoltà, a volte attraverso la violenza e la rivolta, di reagire a forme di marginalità accelerata nella città postfordista. Sperimentando nuove socialità e pratiche inclusive, diverse azioni collettive tentano di ricostruire un tessuto sociale che includa i migranti, che riproponga unità e partecipazione nel quartiere, cura e gestione dei beni pubblici. Il volume approfondisce alcuni esempi nei quartiari romani di Ostia, Tor Sapienza, Torpignattara e Esquilino, e a Parigi.

La città e l'accoglienza

di L. Agostini, G. Attili, L. Decandia, E. Scandurra
Manifestolibri, 2017
L'accoglienza dei profughi è una delle sfide principali delle città contemporanee, la questione dove si gioca il destino stesso della civiltà europea. L'Europa nasce infatti come spazio geoculturale della civitas e la ricchezza dell'Italia, come degli altri paesi, si fonda sul pluralismo dei municipi, veri e propri aggregati di ibridazione multiculturale, culle del cosmopolitismo. Contro il fondamentalismo e il verticismo di un unico Occidente, la storia della nascita delle prime città dimostra come siano esistiti più "Occidenti" prodotti da incessanti transiti, traduzioni e narrazioni. L'ethos delle città si fondava proprio sugli incroci tra locali e stranieri che, nel corso dei loro transiti, innescavano mutamenti nelle mentalità dei "locali" e nelle forme fisiche della città. La ricerca, oggi, di esperienze concrete di solidarietà non è, dunque, dolce utopia o buonismo da anime belle, ma il "ritorno" a quella gloriosa tradizione che ha caratterizzato il contesto italiano ed europeo (scheda editoriale).


Paesaggi marginali. Romanes a Roma. Organizzazione sociale, modelli culturali e caratteri socio-demografici

a cura di Roberta Cipollini
Franco Angeli, 2012
Le popolazioni romanes rappresentano la minoranza transnazionale più numerosa d'Europa. Pur presente in ogni società, il popolo romaní è rimasto appartato, poco conosciuto nei valori culturali che ha tenacemente conservato nel corso dei lunghi secoli seguiti alla diaspora dalle regioni del nord-ovest dell'India, spesso temuto, tenuto ai margini, perseguitato. Esso ha proiettato nelle società in cui si è insediato l'ombra di un popolo difforme, non assegnabile ad alcun territorio. La ricerca indaga le caratteristiche socio-demografiche, l'organizzazione sociale, i percorsi di mobilità territoriale che hanno condotto a Roma reti di famiglie profughe dalle guerre e dalle condizioni di deprivazione sociale e culturale sopravvenute nell'est europeo, e la realtà socio-culturale di alcuni "campi nomadi": strutture transitorie, perlopiù lontane dal contesto urbano e segnate da degrado e isolamento relazionale. Ne è emersa l'immagine di un popolo giovane, la cui organizzazione sociale è basata sulla famiglia allargata, che è giunto a Roma dopo un graduale percorso di avvicinamento tracciato dai legami familiari e comunitari. La rappresentazione dei rom come nomadi ha segnato il loro destino: la predisposizione dei "campi sosta" come unica possibilità di insediamento in attesa che essi decidano di riprendere il viaggio (scheda editoriale).


Pigneto-Banglatown. Migrazioni e conflitti di cittadinanza in una periferia storica romana

a cura di Francesco Pompeo
Meti, 2011
Il volume presenta dati, riflessioni e analisi emerse in un percorso di ricerca-intervento nel territorio di una periferia storica romana, descrivibile attraverso la toponomastica Pigneto-Casilino-Marranella-Torpignattara. La ricerca ha focalizzato l'osservazione partecipante sugli spazi e i percorsi di vita dei cittadini stranieri. Il panorama che emerge è quello di un processo di radicamento dei migranti che ha trasformato il tessuto sociale locale dando vita ad un modello di stanzialità inedito, attraverso la sintesi di concentrazione nazionale, prevalenza familiare e insediamento commerciale, e che proponiamo di leggere come espressione di una "nuova autoctonia" in attesa di riconoscimento.

Le città degli immigrati. Ambienti etnici urbani di inizio millennio

di Silvia Lucciarini
Franco Angeli, 2011
L'intento del volume è offrire una carrellata vasta sulle tematiche che l'immigrazione accende nelle società di accoglienza e si concentra prevalentemente sulla dimensione urbana, strategica per osservare sia le trasformazioni fisiche che sociali, e di dare la misura dell'impatto del fenomeno nel locale, il livello maggiormente in causa nelle dinamiche di insediamento e stabilizzazione degli immigrati. La prima parte riporta i principali temi e le prospettive del fenomeno attraverso una analisi in chiave storica e comparata. Nella seconda parte ampio spazio è dedicato all'analisi dei modelli insediativi degli immigrati nelle aree urbane, in particolare nella città di Roma, dove vengono tracciate le principali trasformazioni nelle pratiche di convivenza e nell'uso dello spazio (scheda editoriale).


Italiani e stranieri nello spazio urbano. Dinamiche della popolazione di Roma

di Massimiliano Crisci
Franco Angeli, 2010
Uno degli aspetti che connota Roma è la dicotomia urbe/agro romano. La vasta cintura rurale ha costituito a lungo un diaframma che ha impedito alla città uno sviluppo per conurbazione con i comuni confinanti, salvo poi rappresentare il terreno di facile conquista per un'urbanizzazione che mal sopporta pianificazioni e regole. L'espansione edilizia nell'hinterland è continuata senza soste anche quando la crescita della popolazione si è arrestata, trovando motivazioni sufficienti dalla nuclearizzazione delle famiglie, dall'espulsione di popolazione dalle aree centrali, dall'affermarsi di preferenze abitative indirizzate verso case unifamiliari in aree verdi. In parallelo, la città è stata investita da un'immigrazione straniera che si adatta ai percorsi territoriali sperimentati dalla popolazione autoctona. Il volume ricostruisce le dinamiche demografiche avvenute negli ultimi decenni e analizza il contributo diretto e indiretto che l'immigrazione straniera ha apportato a quelle dinamiche (scheda editoriale).


Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città

di Rino Bianchi e Igiaba Scego
Ediesse, 2006
Quali sono le tracce dell’avventura coloniale italiana a Roma? Roma negata è un viaggio attraverso la città per recuperare dall’oblio un passato coloniale disconosciuto e dare voce a chi proviene da quell’Africa che l’Italia ha prima invaso e poi dimenticato. Igiaba Scego racconta i luoghi simbolo di quel passato coloniale; Rino Bianchi li fotografa, assieme agli eredi di quella storia. Negli anni trenta del secolo scorso Asmara, Mogadiscio, Macallè, Tripoli, Adua erano nomi familiari agli italiani. Di quella storia ora si sa poco o niente, anche se in Italia è forte la presenza di chi proviene da quelle terre d’Africa colonizzate: eritrei, libici, somali, etiopi. Il libro riprende la materia dell’oblio coloniale e la tematizza attraverso alcuni luoghi di Roma che portano le tracce di quel passato dimenticato. Scego e Bianchi costruiscono così un percorso di riappropriazione della storia da parte di chi è stato subalterno (Scheda editoriale).

La città eventuale. Pratiche sociali e spazio urbano dell'immigrazione a Roma

di autori vari
Quodlibet, 2005
A Roma l'immigrazione è tra gli elementi che più contribuiscono a ridefinire il paesaggio sia fisico che sociale. All'interno della "città formale" si va progressivamente costituendo una città nuova e provvisoria, che fatica a trovare una collocazione. Nel presente lavoro singoli studi di caso cercano di rendere ragione degli aspetti di criticità e di innovazione insiti nei processi di inserimento urbano della popolazione immigrata: dalla vicenda di abitazione collettiva nei magazzini dismessi della Stazione Tiburtina, al riuso di un campo di calcio abbandonato; dalla trasformazione del Rione Esquilino, al mercato spontaneo del Terminal Anagnina, fino all'analisi dei luoghi di socialità della comunità ucraina. Parallelamente una sezione fotografica rivela un paesaggio di ex-fabbriche e scuole occupate, insediamenti spontanei, bivacchi notturni, incursioni nei centri di accoglienza della città. Attraverso questi molteplici livelli di indagine si definisce una possibilità per comprendere il mondo quotidiano dell'immigrazione (scheda editoriale).