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Living Rome. Space, Identity, and the Politics of Belonging

a cura di Isabella Clough Marinaro & Will Haynes
Lever Press, 2026
The book looks beyond the romanticized image of Rome, towards a kaleidoscopic view of the city shaped by inequalities, socio-political challenges, and acts of resistance and solidarity. In the wake of urban developments related to migration, housing shortages, COVID-19, crime, and other social changes, this volume offers a grounded approach, mapping the contemporary realities of Italy’s capital from a variety of methodological standpoints. Contributors argue that the unseen fringes, both geographically peripheral and those embedded within the very heart of Rome, are crucial for understanding its social dynamics. These ‘hidden’ geographies foster vibrant communities, challenge ideas of home and belonging, and act as key sites of creativity, resistance and everyday life.

Spazio cantiere. Un laboratorio sperimentale a Tor Bella Monaca

di Carlo Cellamare e Francesco Montillo
Bordeaux edizioni, 2025
Spazio Cantiere è il racconto corale di un laboratorio di quartiere nato nel cuore dell’R5 di via dell’Archeologia di Tor Bella Monaca a Roma, epicentro delle difficoltà ma anche delle energie più vitali della città. Un luogo di incontro tra abitanti, associazioni, istituzioni e università, dove si sperimentano nuove forme di rigenerazione urbana e sociale. Attraverso i contributi di studiosi, attivisti e operatori, il volume documenta percorsi di co-programmazione, pratiche di animazione territoriale e processi di sviluppo locale integrale, mettendo in luce come, proprio nelle periferie considerate “difficili”, possano germogliare esperienze di innovazione sociale e culturale (scheda editoriale).

Renato Nicolini. Città, architettura e meraviglioso urbano

a cura di Carlo Prati
Bordeaux edizioni, 2025
Il Meraviglioso urbano può evolvere, se correttamente interpretato, in un metodo di analisi e in uno strumento di intervento in grado di offrire risposte alle questioni più stringenti che Roma si troverà ad affrontare nel prossimo futuro (scheda editoriale).

Il cerchio e la saetta. Storia dei centri sociali romani

di Francesco C.
Fandango libri, 2025
La stagione delle occupazioni degli spazi sociali a Roma è una storia lunga che parte dagli anni Ottanta e arriva fino a oggi. I centri sociali occupati autogestiti hanno rappresentato una parte vitale del tessuto politico, sociale e culturale di Roma, sono stati spazi di resistenza, inclusione, lotta, cultura e creatività. Fabrizio C., che ha fatto parte dell’assemblea del CSOA La Torre, realtà occupata dagli anni Novanta che dura ancora oggi nel quadrante nord-est di Roma, raccoglie le voci delle e dei militanti di questa stagione e ne ripercorre la storia fra entusiasmi, prospettive, lotte e sgomberi.

Transizioni dal basso. Conflitti socio-ecologici, tecnologie civiche e urbanistica sperimentale

di Luca Brignone e Stefano Simoncini
Franco Angeli, 2024
La corona verde di Roma Est è una potenziale rete ecologica situata nel cuore della periferia più “difficile” della capitale. È costituita da circa 1.000 ettari di splendidi lacerti di agro romano storico scampati all’edificazione, in cui s’intrecciano valori naturalistici e storici straordinari, ma caratterizzati da abbandono, usi impropri e frammentazione. Il libro ricostruisce questo caso nel quadro del “doppio movimento” delle trasformazioni urbane attuali: agli enormi impatti socio ecologici disgreganti del modello di sviluppo market oriented della città neoliberale, aggravati dal più recente processo di “piattaformizzazione” delle città, si risponde soltanto con iniziative “dal basso” di riappropriazione dello spazio, delle tecnologie e della natura. Un processo ambivalente che, nel contesto romano, si converte nella paradossale divaricazione tra inefficienza della governance pubblica e vivacità delle pratiche sociali volte a ricostruire localmente relazioni, inclusione e sostenibilità. In questo quadro si colloca il lungo percorso di ricerca-azione, descritto nella seconda parte del volume, che gli autori conducono con due finalità: mettere in rete iniziative dal basso, anche conflittuali, per pianificare e realizzare l’infrastruttura ecologica della Corona Verde di Roma Est; definire un modello innovativo di transizione ecologica dal basso basato sul ricorso a “tecnologie civiche” per potenziare localmente la cooperazione sociale. Questo modello alternativo di transizione valorizza il concetto di “sistemi socioecologici” come nuova infrastruttura capace di ripristinare una “coevoluzione” virtuosa tra città e natura (leggi il libro).

Memorie in movimento a Tor Bella Monaca. Un approccio per ricercare il senso dei luoghi

di Francesco Montillo
Edifir, 2023
Il libro affronta una riflessione sul tema della memoria, come dispositivo di rappresentazione e riappropriazione dell’identità di un luogo. La riflessione mira ad approfondire il concetto di Memoria, accanto a quello di Storia, proprio nel modo in cui la memoria si genera e viene elaborata a partire da determinati eventi storici. In tal senso risulta interessante indagare le dinamiche di elaborazione della memoria all’interno di un processo di difficile e delicata ricostruzione che può portare a memorie individuali o a memorie collettive, soprattutto nei casi in cui la storia è stata “alterata” da altri eventi storici o addirittura “denigrata” dai mutamenti sociali e culturali.

Riprendersi la vita. Etnografia dell’Hotel Quattrostelle occupato tra bisogno e socialità

di Osvaldo Costantini
Ombre Corte, 2023
Il testo offre uno sguardo antropologico su una occupazione abitativa romana, l’Hotel Quattrostelle, con una attenzione alle biografie e ai dilemmi delle persone, principalmente migranti, che entrano nei percorsi del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma. Il testo si dispiega a partire da una riflessione sulle traiettorie biografiche dell’autore, tra estrazione sociale e attivismo politico. Il tema dell’occupazione è inoltre prisma di rifrazione di diverse questioni: uno sguardo privilegiato è dedicato alla modalità di autorganizzazione reale che si costruisce all’interno dell’occupazione e sembra dipanarsi in una particolare dialettica tra decisioni assembleari, devianze e formazioni di continui contropoteri. Emergono in questo modo diversi temi relativi alle classi subalterne ed alla loro produzione culturale intorno a lavoro, tempo libero, violenza, obblighi familiari, integrazione, abitare, diritti, religione, diversità culturale (scheda editoriale).

Reti di mutualismo e poli civici a Roma

a cura di Dipartimento DICEA-Sapienza e Associazione Fairwatch
Comune-Info, 2023
Ventuno contesti territoriali romani approfonditi. Una ricerca importante, nuova e condivisa tra soggetti diversi come comunità di apprendimento e cambiamento concreto. Il progetto parte dal presupposto che, per dar vita a una vera rigenerazione urbana ci sia bisogno di processi di co-formazione e condivisione tra decisori, amministratori, dipendenti pubblici dei servizi territoriali e cittadini organizzati che integrino innovazione sociale e sviluppo di economie locali al necessario presidio degli spazi pubblici. Per questo il volume prova anche a fornire alcuni modelli di strutturazione e organizzazione generale di “Poli civici”, a partire da due proposte, variamente declinate e sviluppate nei quartieri di Quarticciolo e Esquilino (scarica il volume).

Housing Movements in Rome: Resistance and Class

di Carlotta Caciagli
Palgrave MacMillan, 2022
This book explores contemporary challenges of housing movement organizations, looking specifically at the case of Rome, Italy. The work identifies conditions that allow the re-composition of a class of housing dispossessed and, consequently, the features of its action in urban spaces. It offers fresh analytical perspectives to understanding contemporary urban transformation via new spatial and strategic approaches. In striking detail, Carlotta Caciagli shows how space is a crucial variable in shaping the strategies that allow for the politicisation of a movement’s social base. She illustrates how new spatial configurations of urban space result from unique struggles of the recomposed collective subject.

Rome. Nome plurale di città #2

a cura di Giorgio De Finis e Fabio Benincasa
Bordeaux edizioni, 2021
Dopo cinque anni dal primo volume, giunti a un nuovo giro di boa elettorale, intellettuali, artisti, architetti e urbanisti tornano a rispondere alla chiamata di “Rome. Nome plurale di città”, speaker corner aperto e partecipato per dire qualcosa di “intelligente” sulla capitale. Contributi di G, Allegri, G. Anania, Ass. Psicogeografica Romana & Woman In Red, C. Baglivo, T. Barone, N. Bego, F. Benincasa, J. Campagna, M. Canevacci, F. Careri, E. Carrano, A. Celestini, C. Cellamare, C. Pongide, S. Damiani, G. De Finis, A. Di Raimo & P.M. Capdevila, P. Di Vetta, A. Ercolani, P. Ferri, R. Finelli, F. Finucci, M. Grazioli, A. Gussoni, C. Infante, D. Marinelli, M. Mazzone, P. Meogrossi, G. Mina, S. Panunzi, M. Pasquali, C. Pecoraro, C. Prati, L. Prestinenza Puglisi, F. Purini, I. Ranaldi, A. Roca, L. Romito, L. Saviani, S. Simoncini, Y. Sina (scheda editoriale). 

Volsci. I Comitati autonomi operai romani negli anni Settanta (1971-1980)

di Salvatore Corasaniti
Le Monnier, 2021
A partire dalla metà degli anni Settanta l’autonomia operaia costituisce uno degli attori principali nei contesti di mobilitazione collettiva, per via di una diffusa presenza nelle principali aree metropolitane del Paese e nelle lotte condotte nei più importanti contesti industriali e sulle tematiche sociali più disparate. Questo volume ricostruisce la storia dei Comitati autonomi operai di via dei Volsci a Roma. Formatisi da alcuni embrioni di intervento costituitisi a partire dal 1971 nel settore lavorativo dei servizi (Enel, Policlinico, Sip), i CAO disegnano una traiettoria politica che attraversa tutto il decennio Settanta, con uno spazio di assoluto rilievo fra le organizzazioni della sinistra rivoluzionaria e un ruolo centrale in alcuni degli avvenimenti cardine della storia politico-sociale di quegli anni.

Spazi re-attivi. Dal progetto europeo INSPIRE alla sperimentazione a Santa Maria della Pietà a Roma

a cura di Cristina Imbroglini
Quodlibet, 2021
La riattivazione a fini sociali di spazi dismessi richiede una modalità di progetto aperta, capace di confrontarsi simultaneamente con modalità d'uso ed evoluzioni nel tempo. La possibilità di reimmettere in nuovi cicli di uso e significato spazi che hanno concluso il loro ciclo vitale e hanno vissuto periodi più o meno lunghi di abbandono, presuppone infatti un confronto aperto con la città e i suoi abitanti, con nuovi bisogni e domande sociali. È necessario cioè allargare lo sguardo ad altri campi di ricerca e di azione per riconnettere questi spazi al contesto che li ha in qualche modo espulsi e scartati, reinventando un futuro possibile e socialmente utile.

Periferia. Abitare Tor Bella Monaca

di Carlo Cellamare e Francesco Montillo
Donzelli, 2020
Il tema delle periferie urbane è oggi strategico perché la città contemporanea si definisce proprio a partire da quei luoghi in cui vive la gran parte della popolazione, con situazioni di marginalità e di degrado ma anche di forte partecipazione e creatività. Questo libro restituisce una diversa rappresentazione della periferia, a partire dal luogo che a Roma accoglie la sua immagine più negativa, ovvero Tor Bella Monaca, emblema stesso della concentrazione del disagio sociale e urbanistico. Guardando oltre gli enormi problemi del quartiere, emerge tuttavia una grande vitalità, un contesto di iniziative sociali e di autorganizzazione, un'importante produzione culturale, un laboratorio variegato di innumerevoli progettualità.

Grande come una città. Reinventare la politica a Roma

a cura di Christian Raimo
Alegre, 2019
Un libro che racconta – con la voce dei molti che l’hanno inventato, sostenuto, elaborato – un movimento politico inedito, plurale e in continua trasformazione, nato in una periferia di una città sempre più in difficoltà, che ha portato centinaia di iniziative culturali in luoghi che per anni sono stati desertificati o lasciati al puro interesse commerciale. Un movimento che nella stagione dell’antipolitica immagina una forma per reinventare giorno per giorno un nuovo modo di fare politica.

Città fai-da-te. Tra antagonismo e cittadinanza. Storie di autorganizzazione urbana

di Carlo Cellamare
Donzelli, 2019
Le città sono attraversate da processi di riappropriazione, da forme diffuse di autorganizzazione, da attività e iniziative autogestite, da nuove pratiche di convivenza, da movimenti che cercano di costruire una diversa e nuova idea di città. Si tratta di un vasto fermento che interessa, anche se in modi molto diversificati, tutte le città del mondo. Dagli orti condivisi alle aree verdi autogestite, dalle occupazioni a scopo abitativo alle fabbriche recuperate, dai luoghi di produzione culturale riattivati ai tanti servizi autoprodotti sui territori, alle mille iniziative del protagonismo sociale e della progettualità diffusa, tutte queste esperienze e tutte queste pratiche non sono solo forme di riconquista degli spazi ma anche processi che conferiscono nuovo significato ai luoghi.

Reti creative. Pratiche e spazi di attivazione culturale a Roma

A cura di Romana Andò, Antonio Luigi Farro, Alberto Marinelli, Stefania Parisi
Guerini, 2019
La scena culturale grassroots delle grandi città mostra negli ultimi anni una particolare effervescenza: alle forme più tradizionali di impegno si va affiancando una istanza partecipativa che punta all'engagement della cittadinanza e all'apertura e moltiplicazione di nuovi spazi pubblici, anche grazie al supporto delle tecnologie di rete. L'osservazione della geografia di queste esperienze ci racconta di luoghi recuperati, riconvertiti e ripopolati a partire da progetti condivisi di presa in carico dei commons urbani. I soggetti che animano spazi della città si fanno promotori di pratiche partecipative sempre più inclusive mirate a coinvolgere i cittadini. Il volume si concentra sul caso romano e su alcune esperienze-chiave in cui l'attivazione della partecipazione appare efficacemente mediata dalla cultura.

Detonazione! Percorsi, connessioni e spazi altri nella controcultura romana degli anni novanta

Autori vari, Rave-up books 2020
Il decennio 1990-1999 a Roma è stato una prolungata sequenza di detonazioni che ha contribuito a far saltare per aria definitivamente la cultura di un’epoca iniziata col dopoguerra. Percorsi, connessioni, luoghi altri, eventi, sperimentazioni gioiose e desideranti hanno messo a nudo con molto anticipo la struttura di potere che si preparava a precarizzare definitivamente le nuove generazioni e a minacciarne la carica sovversiva. Questo libro è anti-nostalgico, non parla a chi c’era allora, ma alle nuove generazioni per traghettare i saperi e le esperienze dei Novanta romani, epicentro di un terremoto di portata europea, averne conoscenza e prendere consapevolezza che si può fare ancora, diversamente (scheda editoriale).

La città inquieta. Cultura, rivolte e nuova socialità

 di Antimo Farro e Simone Maddanu
Cedam, 2017
Di fronte a frammentazioni sociali, a rimodellamenti culturali, economici e politici, la città è inquieta. I cittadini fronteggiano trasformazioni non volute e a volte inattese, alcuni costruendo nuovi immaginari sociali inclusivi; altri chiudendosi alla presenza dei migranti e guardando nostalgicamente al passato. A Roma come a Parigi, le periferie o le banlieue tentano con difficoltà, a volte attraverso la violenza e la rivolta, di reagire a forme di marginalità accelerata nella città postfordista. Sperimentando nuove socialità e pratiche inclusive, diverse azioni collettive tentano di ricostruire un tessuto sociale che includa i migranti, che riproponga unità e partecipazione nel quartiere, cura e gestione dei beni pubblici. Il volume approfondisce alcuni esempi nei quartiari romani di Ostia, Tor Sapienza, Torpignattara e Esquilino, e a Parigi.

Democrazia dal basso. Cittadini organizzati a Roma e nel Lazio

di Maria Cristina Antonucci e Alessandro Fiorenza
Gangemi, 2016
Nel tempo della crisi della democrazia rappresentativa, un nuovo fenomeno si manifesta con sempre maggiore forza nei rapporti tra cittadini ed istituzioni: la disintermediazione. Da un lato i tradizionali corpi intermedi, come partiti e sindacati, non riescono più a dare voce alle istanze che vengono dalla società; dall'altro, i cittadini tendono sempre di più ad organizzarsi in comitati autonomi e presentare i propri interessi direttamente ai decisori pubblici, riuscendo talvolta a contribuire in maniera determinante ai processi decisionali. È il modello della governance partecipata. Concentrando l'analisi di questi fenomeni sulla Regione Lazio, in un viaggio che attraversa luoghi, realtà sociali e tematiche differenti - dal degrado nel centro storico di Roma ai problemi di rifiuti, cementificazione e urbanistica; dai disservizi del trasporto pubblico locale all'acqua pubblica - emerge un quadro nel quale i comitati dei cittadini rappresentano il moderno paradigma per un'originale centralità della società civile (scheda editoriale).


Roma. Strategia di resilienza

a cura di Roma Capitale
2016
Roma è stata selezionata nel 2013 per far parte della rete di città “100 Resilient Cities”, che si prefigge di aiutare le città di tutto il mondo a diventare più resilienti di fronte alle sfide ambientali, sociali ed economiche, coinvolgendo una vasta gamma di soggetti interessati (progetto). Dopo una prima fase di analisi, è stata pubblicata la “Valutazione Preliminare di Resilienza” (scarica) nella quale sono descritti i punti di forza e di debolezza, gli shock e gli stress nonché le azioni in essere, e successivamente il rapporto finale (scarica).