Visualizzazione post con etichetta Diritto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Diritto. Mostra tutti i post

Mala. Roma criminale

di Francesca Fagnani
SEM Libri, 2024
Mala è un’inchiesta documentatissima, implacabile e travolgente come una serie tv sui narcos sudamericani, che svela chi sono i nuovi padroni di Roma, la città che si diceva non volesse padroni.
In queste pagine, voci urlano prima di spegnersi nel buio, armi sparano in pieno giorno, la droga invade le strade, i soldi si prestano a strozzo e i debiti si saldano sempre: a qualunque costo e spesso nel peggiore dei modi. Con il rigore della cronista di razza, Francesca Fagnani esamina le fonti giudiziarie, collega i fatti, ricostruisce antiche alleanze e recenti rivalità che definiscono la geografia criminale della Capitale
(scheda editoriale).

Il mare negato di Roma. Libro Bianco

a cura di Danilo Ruggiero
Associazione Mare Libero, 2022 (edizione aggiornata)
"Il mare negato di Roma: Libro Bianco sul muro di illegalità e cemento che ha cancellato il mare della Capitale" è un rapporto dettagliato sulla storia delle spiagge della Capitale, a cura dell’Associazione Mare Libero – Litorale Romano.
Da anni i volontari di Mare Libero operano sul litorale romano per la legalità e per la tutela ambientale delle spiagge e del mare. L’edizione del 2018 de Il Mare Negato di Roma, frutto di anni di ricerche e di documentazione, è diventato un testo di riferimento per capire i meccanismi e gli interessi legati allo sfruttamento delle spiagge romane e del resto d’Italia.

L'assedio. Storia della criminalità a Roma da Porta Pia a Mafia Capitale

di Enzo Ciconte
Carocci, 2021
Roma è sotto assedio. Un lungo assedio criminale che comincia già dopo la breccia di Porta Pia, con gli scandali della Banca Romana; si rafforza con la presenza di mafiosi di caratura internazionale dediti allo spaccio di droga dopo la fine della Seconda guerra mondiale; si organizza con la comparsa della banda della Magliana e infine dilaga con l’inchiesta Mafia Capitale, che ha puntato i riflettori su un’associazione a delinquere arrivata al cuore della politica e dell’amministrazione capitolina, e che tuttavia la Corte di cassazione non ha ritenuto di qualificare come mafia.

L'amministrazione dei rifiuti a Roma: un'analisi giuridica

a cura di Fabio Giglioni
Editoriale scientifica, 2020
La crisi nella gestione dei rifiuti a Roma è una questione aperta di complessa soluzione. Il volume costituisce il primo contributo di ordine giuridico sul tema volto a studiare la complessità amministrativa ed istituzionale della situazione attraverso la ricostruzione della disciplina nazionale e regionale, della giurisprudenza, dei profili organizzativi. Sono analizzati i principali nodi problematici - la pianificazione; l'organizzazione dei poteri e del servizio a livello sovracomunale; la gestione delle procedure di autorizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti; il rapporto con la società municipalizzata; il trattamento e lo smaltimento extra-regionale dei rifiuti; l'attuazione delle politiche «rifiuti zero» e le soluzioni organizzative di emergenza -  e si tenta di proporre possibili soluzioni e scenari  (scheda editoriale).


A centocinquant'anni da Roma capitale. Costruire il futuro della Città eterna

a cura di Beniamino Caravita
Rubettino, 2020
Pur trascorsi centocinquant'anni dalla "breccia di Porta Pia", la questione di Roma, quale Capitale dell'Italia unita, rimane attualissima. Una città che vive una pluralità di identità e tutte le contraddizioni dei moderni agglomerati metropolitani, connessi strettamente con ampie aree periferiche, con servizi pubblici tarati per il fabbisogno di una popolazione ben più ampia di quella residente. Il governo di questo complesso sistema deve essere dotato di strumenti ordinamentali, amministrativi e giuridici, ma anche finanziari e urbanistici, speciali e adeguati. Il presente volume si pone proprio l'obiettivo di riaprire un dibattito organico sulla città, interpellando accademici con le più diverse competenze (giuristi, storici, economisti, urbanisti) al fine di immaginare un progetto di sviluppo a lungo termine che riesca a tenere insieme capacità e contraddizioni di Roma.

Guerra ai poveri. La resitenza del movimento per il diritto all'abitare (Roma 2009-2019)

di Tano D'Amico e Cristiano Armati
Red Star Press, 2019
Sono anni che non si fa altro che parlare di «guerra tra poveri». Ma Tano D'Amico capovolge i termini del discorso e, in un racconto per immagini toccante e terribile, dimostra come quella che si sta combattendo in questi anni sia senza dubbio una guerra, ma «contro i poveri». Dall'altra parte della barricata, protagonisti dell'ultimo libro del grande fotografo, le famiglie del Movimento per il Diritto all'Abitare di Roma: migliaia di persone che, dopo aver perso la casa insieme al lavoro, hanno occupato per necessità stabili abbandonati, dimostrando nei fatti come un mondo diverso sia non solo possibile, ma giusto e necessario. Al fianco dei senza-casa, Tano D'Amico documenta gli attacchi selvaggi subiti dagli uomini, le donne e i bambini ma fa emergere la forza, la bellezza e la determinazione di chi, consapevole dei propri diritti, non è niente affatto disposto ad abbandonare la lotta senza combattere (scheda editoriale). 

Roma in movimento. Pontili per collegare territori sconnessi

di Lucina Caravaggi e Orazio Carpenzano
Quodlibet, 2019
Nella metropoli-capitale si stiano generando nuove condizioni di prigionia urbana, inedite forme di esclusione sociale connesse, in particolare, all’aumento del traffico automobilistico. Ma a fronte di tale analisi, gli esiti di questa ricerca individuano anche potenzialità nascoste e funzionali a progettare nuove traiettorie, a partire proprio dalla questione del diritto allo spostamento come titolo di cittadinanza. Il tema della mobilità assume quindi i caratteri di un progetto sociale capace di riattivare lo spazio aperto di Roma grazie a nuove infrastrutture paesaggistiche denominate Pontili. Si tenta così di rilanciare la Cura del ferro, promossa negli anni Novanta e poi interrotta, grazie al quale le ferrovie non andranno più intese solo come linee che attraversano un territorio, ma come infrastrutture capaci di raccordarsi a una rete flessibile di connessioni tra insediamenti e stazioni (Scheda editoriale).

La co-città. Diritto urbano e politiche pubbliche per la rigenerazione urbana l’innovazione sociale, l’economia collaborativa e i beni comuni.

a cura di Christian Iaione e Paola Chirulli
Jovene, 2018
Da circa un decennio osserviamo il susseguirsi di strumenti eterogenei di regolazione pubblica che incidono sul diritto-dovere di auto-organizzazione, sulla cura e gestione dei beni comuni urbani. Le prime città sono state Milano e Napoli nel 2011. La città di Bologna ha prodotto nello stesso anno un Regolamento che è stato adottato da moltissimi altri Comuni. Queste innovazioni molto diverse implicano quasi sempre attività di rigenerazione urbana, innovazione sociale ed economia collaborativa. Da queste premesse è nata l’idea di una raccolta di contributi che potesse esprimere questo crescente pluralismo delle regolazioni e delle politiche urbane. La prima parte analizza alcuni di questi nuovi istituti. La seconda parte racconta esperienze maturate in città come Roma, Bologna, Napoli, Torino e Milano.

R/Home. Diritto all'abitare dovere capitale

a cura di Giorgio De Finis e Irene Di Noto
Bordeaux editore, 2018
Quella della casa è una questione che si avvicina a quella più generale delle risorse, dell’ambiente, dello spazio pubblico, della libertà di movimento, dei diritti. È una questione complessa ed è una questione globale. Il tema dell’emergenza abitativa è la questione centrale che oggi la città deve affrontare. Ha a che vedere con che cosa intendiamo per città, al di là di chi siano i proprietari delle sue parti e particelle, nell’insieme, sempre e per definizione, spazio pubblico. Fino a che punto gli interessi privati possono condizionare la “forma” della città, la sua composizione sociale, i suoi flussi, la sua fruibilità, il suo uso? (scheda editoriale). 


Capitale infetta. Si può liberare Roma da mafie e corruzione?

di Alfonso Sabella e Giampiero Calapà
Rizzoli, 2016
Un libro che, con un linguaggio schietto e appassionato, è allo stesso tempo una dichiarazione d’amore per la capitale e un racconto della miscela esplosiva che da decenni alimenta il malaffare: dalla mafia del litorale alle truffe sui beni confiscati, dalle mani sull’ambiente agli affari sulle commesse pubbliche. E sembra che la fragilità della politica sia incapace persino di comprendere le proporzioni di questo verminaio. Un’analisi lucida di quello che Sabella ha fatto, o avrebbe voluto fare se ne avesse avuto il tempo, per cambiare le cose, e di qual è la direzione da seguire per uscire dalle sabbie mobili della corruzione.

Roma senza Capitale. La crisi del Campidoglio, il bisogno di una nuova comunità


di Roberto Morassut e Pietro Spataro
Ponte Sisto, 2015
"Roma senza capitale" non è un gioco di parole ma la fotografia sfocata di centocinquanta anni di storia che si ripropone alla luce della grave crisi che ha investito il Campidoglio dopo l'inchiesta di Mafia capitale. Una capitale senza i poteri e le prerogative di una vera capitale nazionale e senza l'amore degli italiani. Una capitale con poche risorse pubbliche e private per sostenere le sue funzioni e per questo senza "capitale". Una capitale sempre alla ricerca di un'idea aperta di comunità. Da questa fotografia prende le mosse la ricerca di questo libro che si snoda in un percorso di rilettura della storia moderna di Roma e del rapporto, con essa, della sinistra (
presentazione).


L’ordinamento di Roma Capitale

di Alessandro Sterpa
Jovene, 2014
Il volume affronta i principali aspetti della recente riforma di Roma Capitale, ossia del tentativo di dare attuazione alla Costituzione che riserva alla legge statale la disciplina dell’«ordinamento di Roma Capitale». L’analisi di quello che potremmo definire il primo vero tentativo di adottare norme specifiche su Roma Capitale è collocata all’interno di una riflessione più ampia sulla governance di questa peculiare area del territorio nazionale che, oltre a rappresentare la Capitale, coincide anche con l’area metropolitana più grande del Paese.

Teatro Valle Occupato. La rivolta culturale dei beni comuni

di autori vari
DeriveApprodi, 2012
Dalle piazze spagnole a quelle arabe, mobilitazioni e tumulti superano la dimensione della protesta ed esprimono il bisogno di una reale alternativa sociale. Al Valle, il più antico Teatro di Roma, si respira lo stesso anelito. La sua occupazione, a opera di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, sperimenta un nuovo modello di produzione culturale nel tentativo di superare governance amministrativa e logica del profitto. La "Fondazione Teatro Valle Bene Comune" è infatti la prima istituzione di rilevanza europea a essere gestita secondo un principio di autogoverno. Un prototipo riproducibile in settori diversi. Sui contenuti e la valenza di questo statuto nel libro vengono chiamati a esprimersi, oltre agli occupanti, il giurista Ugo Mattei, la filosofa Federica Giardini e il drammaturgo Rafael Spregelburd (presentazione).


Welfare locale e democrazia partecipativa. La programmazione sociale nei municipi di Roma

a cura di Massimo Paci
Il Mulino, 2008
A seguito della Legge 328/2000 di riforma dell'assistenza, che ha stabilito che alla costruzione dei Piani sociali di zona debbano partecipare anche i cittadini e i soggetti della società civile, si è avviato nel settore del welfare locale un processo di innovazione istituzionale, fondato sulla cooperazione tra attori pubblici e privati. Il Comune di Roma, con la delega di competenze ai suoi 19 municipi, rappresenta una delle esperienze più interessanti in questo campo. Nel volume si descrivono dapprima le forme di democrazia partecipativa più importanti in letteratura. Si ricordano poi i passaggi principali del decentramento amministrativo in atto e l'articolazione dei soggetti del Terzo settore. Si espongono infine i risultati di una ricerca condotta presso quattro municipi romani, che ha permesso di individuare alcune caratteristiche di fondo dei differenti modelli di democrazia partecipativa osservati. Nelle conclusioni si sottolinea l'importanza di queste esperienze di democrazia partecipativa in un momento in cui, nel nostro paese, la democrazia rappresentativa appare perdere legittimità sociale (scheda editoriale).