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Roma senza tema. Abusivismo, periferie, rigenerazione, progetto

di Francesco Crupi
Franco Angeli, 2025
Questo volume intende analizzare i processi insediativi, economici e sociali della città di Roma sotto il profilo di quel fenomeno urbano che oggi definiamo abusivismo edilizio. Pur rimanendo nel solco della tradizione delle monografie tematiche, il testo si arricchisce dell’enorme mole degli apparati conoscitivi esistenti sul tema, cercando di allargare l’orizzonte di indagine alla storia, alla politica, all’architettura, all’urbanistica, al paesaggio. Quello che emerge è una Roma senza tema, senza forma, senza progetto, perennemente afflitta da piaghe endemiche che non le hanno permesso di essere quella città bella, efficiente ed equa che tutti vorremmo (scheda editoriale). 


Il diritto di restare. Espulsioni e radicamento tra Roma e Ostia

di Stefano Portelli
Carocci, 2024
Che cosa ne è stato degli abitanti dei borghetti autocostruiti intorno a Roma, le cosiddette “baracche” demolite negli anni Settanta? Questo libro racconta i decenni successivi alla grande stagione delle lotte per la casa, quando migliaia di persone trasferite sul litorale iniziarono a sentirsi deportate, sradicate, più isolate che nei vecchi quartieri. «Ostia, o Bombay – è uguale», scrisse Pasolini. In tutto il pianeta milioni di persone subiscono sfratti, sgomberi e trasferimenti, spesso verso zone remote. Ma quando le ruspe demoliscono abitazioni, spazi sociali, luoghi di culto, chi viene sradicato percepisce una violenza i cui effetti possono riemergere altrove, in forme anche difficili da decifrare. Il “diritto di restare” che reclamano oggi gli abitanti dell’Idroscalo di Ostia, l’ultimo borghetto di Roma, come quelli di altre zone considerate “informali” in tutto il mondo, può essere la chiave per immaginare quartieri contro lo sradicamento, città basate sui bisogni e sui desideri di chi le vive, anziché su progetti elaborati altrove (scheda editoriale).

Roma Babilonia. Figure dell'inerzia urbana

di Rosario Pavia
Bordeaux edizioni, 2024
Roma appare oggi come una Babilonia, una metropoli indecifrabile, inerte e passiva, attraente e invivibile, accogliente e diseguale. La frantumazione della città in una pluralità di parti urbane e aggregati edilizi ha fatto perdere il senso dell'orientamento spaziale e dell'identità dei luoghi, mentre il progetto e il piano sembrano impotenti nei confronti della perdita di una forma urbana riconoscibile. Roma appare bloccata in una massa edilizia informe e dispersa che divide e separa, rendendo difficile le comunicazioni e il trasporto pubblico. È possibile riconoscere in questo intreccio babelico una trama sottesa, alcuni segni forti, capaci di restituire alla città una struttura, una figura d'insieme, un principio d'ordine per una nuova visibilità? Un invito ad attraversare, camminando, la città, alla scoperta del mistero del suo labirinto, alla ricerca di una via d'uscita.

Inhabiting Liminal Spaces. Informalities in Governance, Housing, and Economic Activity in Contemporary Italy

di Isabella Clough Marinaro
Routledge, 2022
This book draws together debates from two burgeoning fields, liminality and informality studies, to analyze how dynamics of rule-bending take shape in Rome today. Adopting a multiscalar and transdisciplinary approach, it unpacks how gaps and contradictions in institutional rulemaking and application force many residents into protracted liminal states marked by intense vulnerability. By merging a political economy lens with ethnographic research in informal housing, illegal moneylending, unauthorized street-vending and waste collection, the author shows that informalities are not marginal or anomalous conditions, but an integral element of the city’s governance logics. 

Il mare negato di Roma. Libro Bianco

a cura di Danilo Ruggiero
Associazione Mare Libero, 2022 (edizione aggiornata)
"Il mare negato di Roma: Libro Bianco sul muro di illegalità e cemento che ha cancellato il mare della Capitale" è un rapporto dettagliato sulla storia delle spiagge della Capitale, a cura dell’Associazione Mare Libero – Litorale Romano.
Da anni i volontari di Mare Libero operano sul litorale romano per la legalità e per la tutela ambientale delle spiagge e del mare. L’edizione del 2018 de Il Mare Negato di Roma, frutto di anni di ricerche e di documentazione, è diventato un testo di riferimento per capire i meccanismi e gli interessi legati allo sfruttamento delle spiagge romane e del resto d’Italia.

Roma non è eterna

di Christian Raimo
Chiarelettere, 2021
"Roma è una città in cui è sempre più difficile vivere, ma ti viene concesso di sopravvivere, di sfangarla quotidianamente. Per questo volerla cambiare, come persino raccontarla, è un gesto dichiarato di lesa maestà".
Che fine farà la capitale d'Italia? Il destino di Roma non riguarda soltanto chi la abita o la attraversa. La storia della città per antonomasia è anche la storia di una città qualunque, sconosciuta e ingovernata. Un saggio, reportage, pamphlet, denuncia, memoir, romanzo di formazione. Scritto da chi Roma la vive tutti i giorni, con l'ambizione di reinventarla e riscattare gli anni bui della corruzione, della cupidigia e della guerra contro i poveri e contro la bellezza.

Asy(s)lum. Dalle “istituzioni totali” di Goffman ai “campi rom” della città di Roma

Associazione 21 Luglio, 2020
Per definire l’oggetto del presente studio - i “campi rom” voluti e in parte realizzati da tutte le giunte capitoline tra il 1994 e il 2018 - sono necessari un neologismo e una metafora. La metafora è quella del “campo rom” come istituzione totale, il neologismo è AsySlum. AsySlum è un neologismo formato da due parole, Asylums e Slum. Il primo termine richiama il titolo dell’omonimo lavoro di Goffman, a cui la presente ricerca si è ispirata. Slum – al pari di favela, baraccopoli, bidonville – è un termine che indica un insediamento urbano densamente popolato e collocato ai margini di una metropoli. I “campi rom” allestiti a Roma sono tecnicamente degli slum monoetnici, dove sono state concentrate, con intento segregazionista, le famiglie in emergenza abitativa assimilabili alla categoria dei rom (scarica).

Città fai-da-te. Tra antagonismo e cittadinanza. Storie di autorganizzazione urbana

di Carlo Cellamare
Donzelli, 2019
Le città sono attraversate da processi di riappropriazione, da forme diffuse di autorganizzazione, da attività e iniziative autogestite, da nuove pratiche di convivenza, da movimenti che cercano di costruire una diversa e nuova idea di città. Si tratta di un vasto fermento che interessa, anche se in modi molto diversificati, tutte le città del mondo. Dagli orti condivisi alle aree verdi autogestite, dalle occupazioni a scopo abitativo alle fabbriche recuperate, dai luoghi di produzione culturale riattivati ai tanti servizi autoprodotti sui territori, alle mille iniziative del protagonismo sociale e della progettualità diffusa, tutte queste esperienze e tutte queste pratiche non sono solo forme di riconquista degli spazi ma anche processi che conferiscono nuovo significato ai luoghi.

Roma informale. La città mediterranea del Gra

di Alessandro Lanzetta
Manifestolibri, 2018
Nella Roma contemporanea il centro storico è ormai un outlet per turisti e l'enorme periferia il vero luogo della cittadinanza. Il Grande Raccordo Anulare, un infinito tracciato regolatore impostato sul confine tra le vecchie periferie consolidate e i nuovi caotici quartieri della corona esterna, è ormai l'unica figura urbana territoriale con la forza di strutturare una forma della metropoli. Il GRA, infatti, è l'embrione di una città mediterranea «legale al di fuori della legalità», regolata esclusivamente dal mercato e da questa forma archetipica; è un teatro cinematico di paesaggi eterogenei, privi di qualità urbanistiche e architettoniche ma dotati d'inediti valori estetici. Paesaggi che non sono abitati da soggetti deboli rinchiusi in ghetti o da élite asserragliate in enclave sorvegliate, ma da nuove antropologie ibride che, per diversi motivi, costruiscono case sull'unica fascia infrastrutturata del territorio (scheda editoriale).


Verso una politica della casa

di Enrico Puccini
Ediesse, 2016
Roma 2016: 16.000 famiglie in lista di attesa per un alloggio pubblico, 8.000 in emergenza abitativa, 30.000 in difficoltà con il pagamento degli affitti di cui 10.000 con sfratto esecutivo, 10.000 occupanti abusivi, 5.000 assegnatari decaduti, 1.000 case popolari occupate ogni anno, 30 milioni di spesa per i residence, 500 milioni di debito ICI da parte degli enti gestori e 700 milioni di deficit manutentivo. Sebbene il problema casa appaia inestricabile e numericamente insormontabile, questa pubblicazione si propone di porre ordine nella materia, al di là dei luoghi comuni e dei proclami scandalistici che troppo spesso ne avvelenano il dibattito. Un sistema in crisi in cui la Capitale d'Italia incarna tutti i mali della nazione, ma ha anche tutte le potenzialità che, dopo un riassetto organico della materia, potrebbero finalmente riuscire a dare delle risposte concrete alla pressante emergenza abitativa (scheda editorialeblog osservatoriocasaroma).


Fuori raccordo. Abitare l'altra Roma

a cura di Carlo Cellamare
Donzelli, 2016
Roma oggi non è più la città focalizzata su un centro storico circondato da quartieri periferici consolidati, ma una città-territorio che si estende in un'area vasta e articolata. Il Grande raccordo anulare è ormai un vero e proprio «luogo» attorno al quale si è realizzato non solo un intenso sviluppo insediativo, ma anche un cambiamento antropologico nei modi dell'abitare. Questa periferia tende a rendersi autonoma, ma le difficoltà sono ancora tante: ad attrarre la popolazione in queste zone sono fattori ricollegabili a una migliore qualità della vita, ma queste continuano a essere le aree in cui Roma «esporta» le funzioni indesiderate, dalle discariche ai poli della logistica. E se l'esodo non è segnato da distinzioni socio-economiche, nei fatti si genera una giustapposizione di complessi abitativi esclusivi, campi da golf, aree residenziali abusive, poli tecnologici, aree industriali, zone agricole, campi rom. Il libro è un viaggio «fuori Raccordo» che esplora luoghi dai nomi familiari eppure sconosciuti, dai quali emerge un'immagine complessa e sorprendente della città (scheda editoriale).


S.M.U.R. Roma città autoprodotta. Ricerca urbana e linguaggi artistici

a cura di Carlo Cellamare
Manifestolibri, 2014
Autorganizzazione e forme di autoproduzione della città sono i protagonisti di questo libro. E Roma ne è il caso emblematico; una città che si è costruita e continuamente si costruisce attraverso la produzione sociale dei suoi abitanti, piuttosto che attraverso la pianificazione e le politiche pubbliche. Produzione sociale che risponde al bisogno della casa e alle altre carenze urbane esistenti, ma che esprime anche una resistenza alla rendita e al neoliberismo, un "diritto alla città" e all'abitare, producendo "commons". L'autorganizzazione e l'autoproduzione della città si declina a Roma in tanti modi diversi e spesso ambigui: dall'abusivismo all'informale, dai campi rom ai quartieri autorganizzati alle più recenti vicende delle occupazioni a scopo abitativo e del Teatro Valle Occupato. Il libro è un viaggio lungo la via Casilina: dal Pigneto a Borgata Finocchio. Storie di città raccontate dai suoi abitanti, da ricercatori impegnati sul campo e da artisti coinvolti nel progetto (scheda editoriale).


Roma, "Città fai-da-te"

a cura di Carlo Cellamare
UrbanisticaTre, 2013

Il Quaderno illustra e discute criticamente i processi, le forme e le dimensioni dell’abusivismo romano, all’interno del più ampio quadro dei processi di auto-costruzione e di autogestione che caratterizzano fortemente la città di Roma. Il fenomeno assume ancor più rilevanza non solo per la sua enorme portata, ma anche per il fatto che è caratterizzante una delle più importanti capitali di un paese occidentale, dall’economia capitalista avanzata (scarica).


Anni di cemento 1999-2009: dieci anni di guerra al mattone selvaggio di Massimo Miglio, sceriffo senza pistola

di Chiara Lico
Stampa Alternativa/Banda Aperta, 2009
Nel 1999 viene fondato l’Ufficio Antiabusivismo del comune di Roma. A capo c’è Massimo Miglio, una lunga storia di lotta al mattone selvaggio e un obiettivo: la tutela del territorio. Nel corso del tempo l’abusivo cambia stile e profilo: i signori del mattone sono speculatori e la lotta alla cementificazione illegittima è rischio, una sfida che in dieci anni conta 700 interventi di demolizione e che, senza una riga di motivazione, si interrompe nel 2008 con l’arrivo di un fax: “Incarico revocato”. Questa è la fotografia di una città violata e deturpata, abusata senza scrupoli anche grazie ai gangli corrotti delle istituzioni locali.

Campagne urbane. Paesaggi in trasformazione nell’area romana

a cura di Anna Laura Palazzo
Gangemi, 2006
Il volume raccoglie i risultati di una ricerca che ha indagato la condizione di campagna urbana nel territorio di Roma e dei comuni contermini. La ricerca si è cimentata con le diverse percezioni del territorio, soffermandosi su alcuni passaggi dell'evoluzione urbana e sulle retoriche che di volta in volta ne hanno sostenuto principi e modelli insediativi. L'excursus evidenzia il progressivo incrinarsi delle prospettive di un univoco limite tra città e campagna affidato ad una cerchiatura infrastrutturale, limite peraltro negato da dispositivi di regolazione degli incrementi edilizi fuori piano emanati.