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Qui è tutto abitato. L’occupazione romana di Santa Croce/Spin Time Labs come esperienza abitativa liminale

di Chiara Caciotti
Ombre Corte, 2024
Partendo da un’indagine etnografica svolta nell’occupazione abitativa romana di Santa Croce/Spin Time Labs, il libro esprime un posizionamento critico nei confronti del termine “emergenza abitativa”. Infatti nella Capitale questa rappresenterebbe una condizione tutt’altro che emergenziale, ma cronicizzata ed endemica. L’autrice indaga gli effetti di questa condizione sulla vita della comunità occupante posta al centro del caso di studio, che sembra esperire una condizione di liminalità abitativa caratterizzata dal costante tentativo di organizzare, vivere e apprendere una modalità affatto ovvia di abitare collettivo (scheda editoriale).

Riprendersi la vita. Etnografia dell’Hotel Quattrostelle occupato tra bisogno e socialità

di Osvaldo Costantini
Ombre Corte, 2023
Il testo offre uno sguardo antropologico su una occupazione abitativa romana, l’Hotel Quattrostelle, con una attenzione alle biografie e ai dilemmi delle persone, principalmente migranti, che entrano nei percorsi del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma. Il testo si dispiega a partire da una riflessione sulle traiettorie biografiche dell’autore, tra estrazione sociale e attivismo politico. Il tema dell’occupazione è inoltre prisma di rifrazione di diverse questioni: uno sguardo privilegiato è dedicato alla modalità di autorganizzazione reale che si costruisce all’interno dell’occupazione e sembra dipanarsi in una particolare dialettica tra decisioni assembleari, devianze e formazioni di continui contropoteri. Emergono in questo modo diversi temi relativi alle classi subalterne ed alla loro produzione culturale intorno a lavoro, tempo libero, violenza, obblighi familiari, integrazione, abitare, diritti, religione, diversità culturale (scheda editoriale).

Vacanze romane. Interpretazioni e pratiche del turismo nella città eterna

a cura di Ester Capuzzo
Edizioni Nuova Cultura, 2022
Nonostante la sua vocazione turistica, non molti sono gli studi sul turismo a Roma. Il volume, risultato di un progetto finanziato da Sapienza Università di Roma e composto da contributi che rimandano ad ambiti diversi (storia del turismo, geografia, linguistica, etnomusicologia), permette un’analisi transdisciplinare spaziando dal lessico delle guide di viaggio dei primi decenni del Novecento alle strategie di valorizzazione turistica negli anni del centrismo, alla descrizione di pratiche turistiche dal basso attestate dall’attività di associazioni come Migrantour e dall’interfacciarsi tra turisti e musicisti di strada in luoghi topici del centro. Altri contributi si focalizzano su casi specifici come gli aspetti turistici delle Olimpiadi del 1960 e lo sviluppo del turismo della memoria nel quartiere Esquilino.

Vivere il quartiere. Esperienze di socialità e partecipazione a Tor Pignattara e Trullo

a cura di Marina Ciampi
Carocci, 2022
Il libro presenta i risultati di una ricerca di tipo qualitativo e analizza il fenomeno urbano tramite varie modalità prospettiche. Obiettivo è documentare un modo di abitare Roma, circostanziandolo attraverso le esperienze comunitarie di due quartieri: Tor Pignattara e Trullo, che si configurano come spazi circoscritti ove le pratiche sociali, i rapporti di convivenza e vicinato, l’agire politico, le forme di partecipazione, ma anche di esclusione, assumono per gli abitanti significati diversi, ma pur sempre riferibili a un destino comune. Dalla ricerca emerge un tratto unificante delle zone, pur differenti, ascrivibile ad azioni creative, estetiche (tra cui la street art) e di partecipazione solidale. Tali esperienze testimoniano un sistema di valori condiviso, una scena culturale vivace e una convivenza globalmente orientata alla pluralità, aspetti che non escludono, però, le criticità tipiche di una realtà urbana complessa come quella della capitale.

Metropoliz, città meticcia. Storia militante di un'occupazione abitativa

di Margherita Grazioli
Red Starr Press, 2022
Era solo una vecchia fabbrica abbandonata quando, nel 2009, centinaia di famiglie che con la crisi avevano il lavoro e la casa decisero di occuparla. Da allora lo stabile malmesso di via Prenestina, ai confini di Roma, si è reso protagonista di un piccolo miracolo. Persone provenienti da tutti i continenti hanno costruito insieme un modello di convivenza e, come se non bastasse, quel vecchio edificio è stato in grado di aprirsi alla città con un museo in grado di destare la meraviglia di chiunque. Tutto ciò significa che le possibilità di un cambiamento nella gestione delle nostre città può risiedere solo nelle iniziative disposte, dal basso, a sfidare poteri consolidati come quello della rendita immobiliare, per provare a superare le piaghe dello sfruttamento e dell’emergenza abitativa.

Le strade per Roma. Rapporto 2021 sulle migrazioni interne in Italia

a cura di Michele Colucci e Stefano Gallo
Il Mulino, 2021
Nella crescita della Roma contemporanea le migrazioni interne hanno avuto un ruolo fondamentale. Trascurati a lungo e quindi scarsamente approfonditi, i flussi migratori che hanno popolato Roma partendo dal resto d'Italia meritano una rinnovata attenzione. La composizione della popolazione romana è stata notevolmente modificata dagli apporti estern: dalla provincia alle altre aree del Lazio fino alle regioni dell'Italia centrale, per non dimenticare il Piemonte e il Veneto, insieme all'afflusso di massa dalle regioni meridionali. Utilizzando la chiave di lettura delle migrazioni interne, il volume coglie gli aspetti centrali dello sviluppo e delle contraddizioni della città: i legami con l'espansione edilizia, la vicenda delle borgate e dei borghetti, il mercato del lavoro, gli studenti fuorisede, gli intrecci con le immigrazioni dall'estero nella fase più recente, le differenze tra i quartieri popolari e quelli legati al ceto medio, solo per citare alcune questioni ricorrenti.

Kotha. Donne bangladesi nella Roma che cambia

di Katiuscia Carnà e Sara Rossetti
Ediesse, 2021
Kotha, letteralmente "racconto" e/o "storia", vuole essere un libro di storie e racconti. Musulmane, indù e cristiane, casalinghe e imprenditrici, madri e giovani nuove italiane, questo e molto altro sono le donne che le autrici del libro raccontano, attraverso le loro voci e i loro volti. Donne bangladesi immigrate a Roma con le quali le autrici, per storie personali e motivi di ricerca, hanno avuto l’opportunità di instaurare un forte legame di fiducia e amicizia, che ha consentito una conoscenza reciproca, una condivisione di emozioni e sentimenti, una riflessione comune nel segno del l’interculturalità. Il teatro è Roma, una città in continua trasformazione, la capitale del Sacro che mostra un volto nuovo, rinnovato, multi etnico e multireligioso, ma al contempo percorsa da contraddizioni e conflitti.

Senza Metropoliz non è la mia città

a cura di Massimo de Finis e Irene Di Noto
Bordeauxedizioni, 2020
Metropoliz è l’ex salumificio Fiorucci in via Prenestina a Roma: una fabbrica dismessa nel quartiere di Tor Sapienza in cui coabitano circa duecento persone provenienti da Perù, Santo Domingo, Marocco, Tunisia, Eritrea, Sudan, Ucraina, Polonia, Romania, Italia e che, insieme al MAAM - Museo dell'Altro e dell'Altrove, è sotto minaccia di sgombero. Perché senza Metropoliz, Roma non è la mia città!? Sono oltre 50 gli autori che hanno risposto a questa domanda,  sostenendo ciascuno con il proprio punto di vista, disciplinare,  ma anche personalissimo, il valore di un’esperienza unica come quella di Metropoliz e del suo museo “abitato” (scheda editoriale, video di presentazione).

Esquilino, Esquilini. Un luogo plurale

A cura di Marco Di Sandro e Vincenzo Carbone
Roma-Tre Press, 2020
Il testo dà conto delle trasformazioni sociali in senso “multiculturale” del rione Esquilino, concentrandosi su diversi ambiti di interesse di ricerca sociale in chiave transdisciplinare. L’opera si articola in due sezioni: nella prima vengono delineate le prospettive analitiche adottate, discusse e problematizzate le nozioni di luogo e di pratica spaziale e, attraverso il mapping sociale dell’area, sono proposte chiavi di lettura su territorio, sui processi che lo connotano e sui significati assegnati ai luoghi; nella seconda parte, diversi autori approfondiscono temi specifici, secondo ambiti disciplinari e prospettive di analisi diversificate (scarica).

Antropologia dei quartieri di Roma. Saggi sulla gentrification, l'immigrazione, i negozi "storici"

di Caterina Cingolani
Pacini, 2019
Attorno agli spazi abitati si addensano immagini, storie, memorie. Le etnografie dedicate da Caterina Cingolani a tre importanti rioni di Roma indagano la dimensione del senso del luogo, ma sono al tempo stesso una finestra sulle trasformazioni urbane degli ultimi decenni: le migrazioni, l'impoverimento del commercio, e quei cambiamenti nella composizione sociale della cittadinanza che rientrano nella nozione di gentrification. Ad essere messo in evidenza è il punto di vista di coloro che vivono la città, che si tratti dei residenti di vecchi quartieri, o di migranti (scheda editoriale).


Politiche urbane per Roma. Le sfide di una capitale debole

a cura di Ernesto D'Albergo e Daniela De Leo
Sapienza Università Editrice, 2018
Il libro contiene i risultati  del  nodo  romano  di  Urban@it-Centro  Nazionale  di  Studi  per le Politiche Urbane:  un’iniziativa  multidisciplinare  e  indipendente  di  studio  delle politiche urbane nella Capitale. Il volume prova a offrire materiali utili per fondare riflessioni collettive e plurali sul merito dei problemi pubblici, sulle azioni con cui questi vengono – o potrebbero essere – affrontati. Non soluzioni preconfezionate, quindi, né ricette per specifiche decisioni,  bensì  materiali  frutto  dell’osservazione  e  del  monitoraggio che mirano a individuare fattori di successo e criticità delle azioni pubbliche e dei loro esiti, facendo emergere implicazioni e difficoltà, tecniche e politiche, dell’ideare e perseguire strategie di trasformazione e sviluppo della città (scaricascheda editoriale).


La città e l'accoglienza

di L. Agostini, G. Attili, L. Decandia, E. Scandurra
Manifestolibri, 2017
L'accoglienza dei profughi è una delle sfide principali delle città contemporanee, la questione dove si gioca il destino stesso della civiltà europea. L'Europa nasce infatti come spazio geoculturale della civitas e la ricchezza dell'Italia, come degli altri paesi, si fonda sul pluralismo dei municipi, veri e propri aggregati di ibridazione multiculturale, culle del cosmopolitismo. Contro il fondamentalismo e il verticismo di un unico Occidente, la storia della nascita delle prime città dimostra come siano esistiti più "Occidenti" prodotti da incessanti transiti, traduzioni e narrazioni. L'ethos delle città si fondava proprio sugli incroci tra locali e stranieri che, nel corso dei loro transiti, innescavano mutamenti nelle mentalità dei "locali" e nelle forme fisiche della città. La ricerca, oggi, di esperienze concrete di solidarietà non è, dunque, dolce utopia o buonismo da anime belle, ma il "ritorno" a quella gloriosa tradizione che ha caratterizzato il contesto italiano ed europeo (scheda editoriale).


Ai confini della città. La fondazione di Castelverde e Villaggio Prenestino

di Lucia Strappini
Manifestolibri, 2017
Nel luglio 1950 un gruppo di contadini marchigiani si trasferì in una zona dell'agro romano, allora del tutto disabitato, dove avevano comprato in cooperativa la terra da coltivare. E in cooperativa vissero per alcuni anni, con gravi stenti e disagi. Da qui nacquero quelli che oggi sono due popolosi quartieri della estrema periferia est di Roma, Castelverde e Villaggio Prenestino. Questo libro raccoglie un diario e 29 interviste ai protagonisti di quella avventura straordinaria, con l'intenzione di documentarne il coraggio e la fatica, e per recuperare la memoria dei luoghi che costituiscono oggi la città e delle persone che li hanno creati e trasformati.

Al palo della morte. Storia di un omicidio in una periferia meticcia

di Giuliano Santoro
Alegre, 2015
Tor Pignattara è un quartiere romano di confine, frontiera non soltanto urbanistica e sociale, ma anche culturale e immaginaria. È qui che nell’estate 2014 viene ucciso Shahzad, giovane pakistano. Lo ammazza a calci e pugni un minorenne romano. La morte di Shahzad è il prologo di una stagione, quella dei pogrom razzisti nelle periferie romane, delle scoperte su Mafia Capitale, delle convulsioni politiche che scuoteranno a lungo la città. Come un artificiere, Giuliano Santoro fa brillare la vicenda di Shahzad e ne insegue le schegge in ogni direzione. Da un caso di cronaca si allarga un vortice che trascina nelle pagine migranti, sottoproletari, giovani precari, ronde per la “sicurezza”, neofascisti di ieri e di oggi, un'opinione pubblica ossessionata dal “degrado” e dal “decoro”... ma anche formidabili esperienze di meticciato e solidarietà (scheda editoriale).


Rome. Nome plurale di città

a cura di Fabio Benincasa e Giorgio De Finis
Bordeaux, 2014
Nell'anno del Giubileo, di una crisi politica senza precedenti per la città di Roma e di una campagna elettorale sulla quale incombono ancora gli scandali di Mafia Capitale, il volume collettivo "Rome. Nome plurale di città" propone una lettura articolata dei problemi e delle dinamiche della Capitale. Raccolti da Giorgio de Finis e Fabio Benincasa, più di cinquanta interventi di artisti e intellettuali di diversa provenienza ed esperienza culturale - dai beni comuni (Tomaso Montanari) all'accoglienza delle comunità migranti (Amara Lakhous), dalla crisi degli spazi abitativi (Paolo Di Vetta) a quella dell'immaginario "eterno" (Valerio Magrelli), dalla gestione dei musei (Pablo Echaurren) all'integrazione (Igiaba Scego) - compongono una visione larga e sfaccettata di ciò che è, e soprattutto di ciò che può ancora essere, la Roma contemporanea, scevra di autocommiserazione e libera dalle sabbie mobili del nichilismo urbano (scheda editoriale).


Paesaggi marginali. Romanes a Roma. Organizzazione sociale, modelli culturali e caratteri socio-demografici

a cura di Roberta Cipollini
Franco Angeli, 2012
Le popolazioni romanes rappresentano la minoranza transnazionale più numerosa d'Europa. Pur presente in ogni società, il popolo romaní è rimasto appartato, poco conosciuto nei valori culturali che ha tenacemente conservato nel corso dei lunghi secoli seguiti alla diaspora dalle regioni del nord-ovest dell'India, spesso temuto, tenuto ai margini, perseguitato. Esso ha proiettato nelle società in cui si è insediato l'ombra di un popolo difforme, non assegnabile ad alcun territorio. La ricerca indaga le caratteristiche socio-demografiche, l'organizzazione sociale, i percorsi di mobilità territoriale che hanno condotto a Roma reti di famiglie profughe dalle guerre e dalle condizioni di deprivazione sociale e culturale sopravvenute nell'est europeo, e la realtà socio-culturale di alcuni "campi nomadi": strutture transitorie, perlopiù lontane dal contesto urbano e segnate da degrado e isolamento relazionale. Ne è emersa l'immagine di un popolo giovane, la cui organizzazione sociale è basata sulla famiglia allargata, che è giunto a Roma dopo un graduale percorso di avvicinamento tracciato dai legami familiari e comunitari. La rappresentazione dei rom come nomadi ha segnato il loro destino: la predisposizione dei "campi sosta" come unica possibilità di insediamento in attesa che essi decidano di riprendere il viaggio (scheda editoriale).


Le città degli immigrati. Ambienti etnici urbani di inizio millennio

di Silvia Lucciarini
Franco Angeli, 2011
L'intento del volume è offrire una carrellata vasta sulle tematiche che l'immigrazione accende nelle società di accoglienza e si concentra prevalentemente sulla dimensione urbana, strategica per osservare sia le trasformazioni fisiche che sociali, e di dare la misura dell'impatto del fenomeno nel locale, il livello maggiormente in causa nelle dinamiche di insediamento e stabilizzazione degli immigrati. La prima parte riporta i principali temi e le prospettive del fenomeno attraverso una analisi in chiave storica e comparata. Nella seconda parte ampio spazio è dedicato all'analisi dei modelli insediativi degli immigrati nelle aree urbane, in particolare nella città di Roma, dove vengono tracciate le principali trasformazioni nelle pratiche di convivenza e nell'uso dello spazio (scheda editoriale).


Dentro la crisi. Povertà e processi di impoverimento in tre aree metropolitane

a cura di Giovanni Sgritta
Franco Angeli, 2010
Una indagine dentro i luoghi della crisi che ha colpito il nostro Paese negli ultimi due anni. Povertà, rischi di impoverimento e disagi cambiano volto a Torino, Roma e Napoli. Perché dipendono dalla vocazione economico-produttiva dei territori, dal mercato del lavoro, dalla demografia, dalla struttura e composizione delle famiglie, dalla presenza degli immigrati, dalle caratteristiche del welfare locale. Realtà diverse che l'indagine approfondisce con gli strumenti della ricerca qualitativa e l'ausilio di dati statistici e amministrativi di contesto, soffermandosi su una vasta pluralità di situazioni e processi della crisi: gli operai in cassa integrazione, i giovani precari, le vittime dell'usura, l'emergenza abitativa, i senza fissa dimora, le povertà tradizionali, le popolazioni rom, gli anziani in assistenza, le madri sole immigrate, ecc. Sullo sfondo, l'azione delle forze politiche e sociali (scheda editoriale).


Roma senza fissa dimora

di Gabriele Del Grande
Grandangolo, 2009
“Della mia prima notte per strada mi rimane soprattutto la stanchezza. E un certo senso di vergogna. Sento come il bisogno di nascondermi tra la folla, anonimo; non riesco a fermarmi, cammino avanti e indietro, in quel pullulare di genti, zaini a tracolla, borse, valigie e carrelli. Mi accorgo subito che non è affatto difficile essere trasparente agli sguardi dei viaggiatori di passaggio in una stazione…”. “Questo réportage è importante anzitutto perché restituisce identità, storie e ‘corporeità’ a chi, pur non avendole perdute, è come se non le avesse più. Il libro dimostra inoltre che un giornalismo umano e del tutto privo di cinismo è possibile” (dalla prefazione di Stefano Trasatti). Un viaggio che attraversa i confini sociali non solo di una città, ma di un intero Paese. Un’esperienza incredibile, eppure reale, nella città degli oltre 6.000 esclusi e, al contempo, nella città che li esclude.

Le periferie nella città metropolitana

di Barbara Cannata, Sergio Carloni, Antonio Castronovi
Ediesse, 2008
Una riflessione della Cgil di Roma e del Lazio sul "Modello Roma", sulle trasformazioni dell'area metropolitana romana e delle sue periferie, a partire dalle varie forme di disagio urbano, sociale e culturale che si manifestano a causa dei processi di trasformazione dei sistemi produttivi e della frantumazione della grande impresa; dei processi di deindustrializzazione e di terziarizzazione dell'economia urbana; del crescente disagio abitativo; della precarizzazione del lavoro; della crescita dei flussi migratori. Un'indagine sulla nuova configurazione urbana e sulla diffusione della città nel territorio; sul rapporto tra rendita finanziaria, rendita immobiliare ed espansione urbana; su quello tra processi di valorizzazione immobiliare, caro affitti; sulla trasformazione multietnica della città, sulle politiche di accoglienza degli immigrati e sui conflitti che provocano con le popolazioni residenti; sulle pratiche partecipative dei cittadini e sul governo di prossimità (scheda editoriale).