Roma come se. Alla ricerca del futuro per la capitale

di Walter Tocci
Donzelli, 2020
Si è aperta una nuova questione romana. Molto diversa ma altrettanto dirimente di quella ottocentesca. Allora l’esito fu la formazione della capitale dello Stato unitario. La caratura internazionale della città venne capitalizzata nel nation building italiano. Oggi la nuova questione romana si muove in direzione opposta, come inveramento della vocazione cosmopolita nell’epoca della globalizzazione. Una sincera celebrazione dei 150 anni di Roma Capitale, infatti, dovrebbe corroborare la consapevolezza che si è chiuso un ciclo storico. Non sono più riproponibili le tre rendite di cui è vissuta la società romana: il centralismo statale, il consumo di suolo, la retorica del passato.

Un’idea di Roma

di Giulio Carlo Argan (intervista di Mino Monicelli)
Edizioni di comunità, 2021 (riedizione)
L’intervista "Un’idea di Roma" è il frutto di una serie di incontri tra Mino Monicelli e Giulio Carlo Argan, all’epoca sindaco di Roma, avvenuti tra la primavera e l’autunno del 1978. "Questa è una città che dà più illusioni che delusioni. Se lasciassi dietro di me una corretta amministrazione, un’economia povera ma onesta e una città vecchia ma accogliente, mi accontenterei. I nostri piani verranno sicuramente cambiati, ma dobbiamo comunque consegnare alle generazioni future un progetto di riduzione di confusione attuale. Un progetto di può criticare e migliorare, la confusione si può soltanto accrescere" (scheda editoriale).

Housing, urban commons and the right to the city in post-crisis Rome: Metropoliz, the squatted Città Meticcia

di Margherita Grazioli
Palgrave, 2021
This book tells the story of Metropoliz, a vacant salami factory located in the Eastern periphery of Rome that was squatted in 2009 by homeless households, and progressively reconverted into the house and museum spaces that form the Città Meticcia. Through a vivid activist-ethnographic account, Margherita Grazioli suggests that Metropoliz exemplifies a practice of grassroots urban regeneration that speaks to the conflicted reconfiguration of real estate urban regimes in a post-crisis, post-neoliberal scenario. Metropoliz represents an alternative model of urbanity and habitation that will inspire contemporary urban social movements concerned with the demand of the ‘right to the city’ and the ontology of the urban commons (scheda editoriale).


Roma il coraggio di cambiare. Cosa fare per rendere la città moderna, sostenibile, europea

di Claudio Cipollini
Gangemi, 2021
Un saggio che affronta la crisi che attanaglia la città eterna con metodologie innovative per la politica romana in grado di svegliare il gigante che dorme da oltre un decennio, proponendo un approccio che coniughi la politica con il management. L'autore nel libro esplora e approfondisce la conoscenza della situazione attuale, propone tecniche per affrontare la complessità della città e individua le priorità da cui ripartire per fare di Roma una capitale moderna. Un nuovo sistema di governo per superare i vecchi approcci che non sono più in grado di cambiare il volto della città e le sue varie realtà sociali ed economiche. Con il coraggio e la responsabilità del cambiamento e l'obiettivo del bene comune.

Roma non è eterna

di Christian Raimo
Chiarelettere, 2021
"Roma è una città in cui è sempre più difficile vivere, ma ti viene concesso di sopravvivere, di sfangarla quotidianamente. Per questo volerla cambiare, come persino raccontarla, è un gesto dichiarato di lesa maestà".
Che fine farà la capitale d'Italia? Il destino di Roma non riguarda soltanto chi la abita o la attraversa. La storia della città per antonomasia è anche la storia di una città qualunque, sconosciuta e ingovernata. Un saggio, reportage, pamphlet, denuncia, memoir, romanzo di formazione. Scritto da chi Roma la vive tutti i giorni, con l'ambizione di reinventarla e riscattare gli anni bui della corruzione, della cupidigia e della guerra contro i poveri e contro la bellezza.

Roma: un progetto per la capitale

a cura di Piero Bevilacqua e Enzo Scandurra
Castelvecchi, 2021
«Roma è una città costruita da giganti, ma abitata da nani» diceva Leopardi. Tutto sembra fuori scala: la Grande Bellezza del suo centro e la bruttezza della sua periferia. Eppure si tratta di due lati di una stessa medaglia. L’intera città è dominata da una grande alienazione, dallo smarrimento dei suoi abitanti che chiedono inutilmente di porre rimedio ai suoi mali, anch’essi eterni. Scritto da autorevoli rappresentanti di diverse discipline, “Roma: un progetto per la capitale” vuole fornire tracce di un progetto unitario che sappia adeguare la città al ruolo che ricopre e all’altezza della sua storia. Visioni, o utopie concrete, dei molti e diversi aspetti critici che non trovano spazio nelle stanche discussioni politiche e nei media. È il contributo di un gruppo di intellettuali critici, fuori dalla mischia quotidiana che imbruttisce Roma e ne svaluta le grandi potenzialità, per immaginare una città che guardi alle altre capitali non con invidia, ma con la presunzione legittima di non temere concorrenza alcuna (Scheda editoriale. Recensione di Jolanda Bufalini, Roma Ricerca Roma).

Liberare Roma. Come ricostruire il 'sogno' della città eterna

di Francesco Delzio
Rubettino, 2021
Oggi Roma è prigioniera. Prigioniera della cattiva politica e della pessima amministrazione, che l’hanno abbandonata a un declino (apparentemente) inesorabile. Prigioniera dello stesso ruolo di Capitale, senza lo status e i finanziamenti delle altre Capitali europee. Prigioniera dell’inerzia della sua classe dirigente economica, sociale e culturale che, per convenienza o pavidità, ha scelto di disinteressarsi del bene comune. Prigioniera – soprattutto – di un sistema di rendite unico a livello globale che rassicura e stordisce i romani, ne raffredda gli animal spirits e blocca gli ascensori sociali. Per far rinascere Roma, dunque, occorre passare da una terribile strettoia: trasformare la Capitale nel terreno della “battaglia finale” della produzione, dell’innovazione e delle competenze contro le rendite.

The Passenger | Roma

Autori vari
Iperborea, 2021
In occasione del 150esimo anniversario dell’istituzione di Roma come capitale d’Italia, The Passenger dedica un numero alla Città eterna. La capitale è un piccolo universo pieno di contraddizioni, la cui contemporaneità è descrivibile solo attraverso la fusione di elementi diversissimi. Qui il degrado convive con la maestosità di millenni di storia disordinatamente accatastati uno sopra l’altro: il bello e il brutto non solo coesistono ma sono due facce della stessa cosa. E come raccontare questo paradosso? Partendo da una rosa di grandi scrittori, romani di nascita e d’adozione (scheda editoriale). 

L'assedio. Storia della criminalità a Roma da Porta Pia a Mafia Capitale

di Enzo Ciconte
Carocci, 2021
Roma è sotto assedio. Un lungo assedio criminale che comincia già dopo la breccia di Porta Pia, con gli scandali della Banca Romana; si rafforza con la presenza di mafiosi di caratura internazionale dediti allo spaccio di droga dopo la fine della Seconda guerra mondiale; si organizza con la comparsa della banda della Magliana e infine dilaga con l’inchiesta Mafia Capitale, che ha puntato i riflettori su un’associazione a delinquere arrivata al cuore della politica e dell’amministrazione capitolina, e che tuttavia la Corte di cassazione non ha ritenuto di qualificare come mafia.

Roma. Never walk on crowded streets

di Giovanna Silva
Nero, 2021
Giovanna Silva arrived in Rome in January of 2020 and immediately set off walking. Following the suggestions of her personal guides – artists, writers, intellectuals, Romans of all shapes and idioms – she began to get to know the city. She returned to certain places over and over again, overtaken by meticulous and neurotic attention, moved by an unexpected passion for light. Tucked between her photographs is a text by Alberto Savinio about the magic of walking and discovering a foreign place (scheda editoriale). 

L'amministrazione dei rifiuti a Roma: un'analisi giuridica

a cura di Fabio Giglioni
Editoriale scientifica, 2020
La crisi nella gestione dei rifiuti a Roma è una questione aperta di complessa soluzione. Il volume costituisce il primo contributo di ordine giuridico sul tema volto a studiare la complessità amministrativa ed istituzionale della situazione attraverso la ricostruzione della disciplina nazionale e regionale, della giurisprudenza, dei profili organizzativi. Sono analizzati i principali nodi problematici - la pianificazione; l'organizzazione dei poteri e del servizio a livello sovracomunale; la gestione delle procedure di autorizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti; il rapporto con la società municipalizzata; il trattamento e lo smaltimento extra-regionale dei rifiuti; l'attuazione delle politiche «rifiuti zero» e le soluzioni organizzative di emergenza -  e si tenta di proporre possibili soluzioni e scenari  (scheda editoriale).


Lo stadio degli inganni

di Paolo Berdini
DeriveApprodi, 2020
Questo libro è il racconto del più grande scandalo urbanistico della città di Roma in tempi recenti: la costruzione dello stadio di Tor di Valle. Paolo Berdini, ingegnere, architetto e urbanista, si dimette nel febbraio 2017 da assessore all'urbanistica della giunta Raggi. Al momento della nomina aveva infatti una precisa idea di città, un'idea che tuttavia non ha coinciso con gli interessi dei potentati dei costruttori. Il libro ricostruisce le vicende che si sono susseguite di giunta in giunta, di speculazione in speculazione su un complesso di politiche urbanistiche tra le quali lo stadio è solo un episodio. Vicende non solo giudiziarie, ma anche politiche, segnate da un'incredibile continuità operativa tra le diverse giunte Alemanno, Marino e Raggi (scheda editoriale).

Senza Metropoliz non è la mia città

a cura di Massimo de Finis e Irene Di Noto
Bordeauxedizioni, 2020
Metropoliz è l’ex salumificio Fiorucci in via Prenestina a Roma: una fabbrica dismessa nel quartiere di Tor Sapienza in cui coabitano circa duecento persone provenienti da Perù, Santo Domingo, Marocco, Tunisia, Eritrea, Sudan, Ucraina, Polonia, Romania, Italia e che, insieme al MAAM - Museo dell'Altro e dell'Altrove, è sotto minaccia di sgombero. Perché senza Metropoliz, Roma non è la mia città!? Sono oltre 50 gli autori che hanno risposto a questa domanda,  sostenendo ciascuno con il proprio punto di vista, disciplinare,  ma anche personalissimo, il valore di un’esperienza unica come quella di Metropoliz e del suo museo “abitato” (scheda editoriale, video di presentazione).

Esquilino, Esquilini. Un luogo plurale

A cura di Marco Di Sandro e Vincenzo Carbone
Roma-Tre Press, 2020
Il testo dà conto delle trasformazioni sociali in senso “multiculturale” del rione Esquilino, concentrandosi su diversi ambiti di interesse di ricerca sociale in chiave transdisciplinare. L’opera si articola in due sezioni: nella prima vengono delineate le prospettive analitiche adottate, discusse e problematizzate le nozioni di luogo e di pratica spaziale e, attraverso il mapping sociale dell’area, sono proposte chiavi di lettura su territorio, sui processi che lo connotano e sui significati assegnati ai luoghi; nella seconda parte, diversi autori approfondiscono temi specifici, secondo ambiti disciplinari e prospettive di analisi diversificate (scarica).

La città dei vivi

di Nicola Lagioia
Einaudi, 2020
«Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell'incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. Preghiamo di non incontrare sulla nostra strada un assassino. Ma quale ostacolo emotivo dobbiamo superare per immaginare di poter essere noi, un giorno, a vestire i panni del carnefice?». Le parole di Nicola Lagioia ci portano dentro il caso di cronaca piú efferato degli ultimi anni. Un viaggio per le strade buie della città eterna, un'indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull'istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare.

Asy(s)lum. Dalle “istituzioni totali” di Goffman ai “campi rom” della città di Roma

Associazione 21 Luglio, 2020
Per definire l’oggetto del presente studio - i “campi rom” voluti e in parte realizzati da tutte le giunte capitoline tra il 1994 e il 2018 - sono necessari un neologismo e una metafora. La metafora è quella del “campo rom” come istituzione totale, il neologismo è AsySlum. AsySlum è un neologismo formato da due parole, Asylums e Slum. Il primo termine richiama il titolo dell’omonimo lavoro di Goffman, a cui la presente ricerca si è ispirata. Slum – al pari di favela, baraccopoli, bidonville – è un termine che indica un insediamento urbano densamente popolato e collocato ai margini di una metropoli. I “campi rom” allestiti a Roma sono tecnicamente degli slum monoetnici, dove sono state concentrate, con intento segregazionista, le famiglie in emergenza abitativa assimilabili alla categoria dei rom (scarica).

#Curacittà Roma. La Sapienza della cura urbana

a cura di Alessandra Capuano
Quodlibet, 2020
Negli ultimi anni il divario tra città vivibili, sane e sostenibili e città poco curate e insalubri si è fatto più ampio. La pandemia del Covid-19 ha mostrato quanto l’ambiente costruito incida sulla nostra salute. Roma stenta ad adeguarsi a nuovi stili di vita e a un progetto di sostenibilità. Nonostante possieda incredibili risorse, esse sono mal adoperate e poco valorizzate. Questo volume presenta idee per un uso diverso delle risorse. Le università sono un importante sostegno per lo sviluppo economico e fisico della città, e sono spesso motori di rigenerazione urbana. La Sapienza è la più grande università d’Europa e la riqualificazione degli spazi aperti che qui proponiamo, può generare azioni sistemiche di valorizzazione del tessuto urbano a servizio dell’intera città (scheda editoriale). 

Narrazioni contro - Antologia periferia

a cura di LaPE - Laboratorio di Pratiche Etnografiche
Universitalia, 2020
Uno sparuto gruppo di studentelli cresciuti, giovani di belle speranze dalle tasche vuote. Gente che cerca la svolta del ghetto vendendo un paio d'etti di fumo, e al contempo discute di madonne nere e di De Certau. Colli stretti da morse di cemento, persone morte sbadigliando, padri che sono stati bravi, davvero molto bravi, pozze d'acqua che ricordano piedi baraccati all'Acquedotto Felice, principi che calano trecce da un castello a giardinetti, il caffè più buono di Torre Maura, bulli coatti a Colle prenestino, la Casilina come confine economico e sociale, Tor Bella Monaca e gli dèi indù. Questo e molto altro è "Narrazioni Contro".

INA-Casa Tuscolano: voci e storia

di Clara Corsetti
L'Incisiva, 2020
Il libro ripercorre la storia del complesso Ina Casa del quartiere Tuscolano di Roma, costruito fra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. L’Ina Casa Tuscolano, situato nella zona sud-est della capitale, è un esempio di edilizia pubblica particolarmente efficace e ben riuscito, realizzato dai più importanti architetti dell’epoca, fra cui Adalberto Libera, Saverio Muratori e Mario De Renzi. Un quartiere a misura d’uomo, con abitazioni di pregio, destinato alle fasce popolari. Il libro non si prefigge solamente di fornire una ricostruzione storica, ma dà voce anche agli abitanti del quartiere: le testimonianze dei residenti arricchiscono la storia di un complesso vivace che si intreccia indissolubilmente con la storia della città (scheda editoriale).

Hotel penicillina. Storia di una grande fabbrica diventata rifugio per invisibili

a cura di Anna Ditta, Marco Passaro, Andrea Turchi
Infinito edizioni, 2020
Lungo via Tiburtina, a Roma, a ridosso di San Basilio, sorge quella che è stata la prima fabbrica a produrre penicillina in Italia, prima di trasformarsi nell'ultimo rifugio di persone che hanno perso la casa, il lavoro o la famiglia. Una storia emblematica che comincia nel 1950 con l'inaugurazione dello stabilimento, prosegue con lo sviluppo di uno dei più importanti poli industriali della zona, continua con l'occupazione della fabbrica negli anni delle prime crisi industriali nel contesto della perduta scommessa della Tiburtina Valley, fino all'abbandono della struttura, che diventa un luogo di ritrovo per disperati, poi sgomberato nel 2018 con drammatiche conseguenze. A parlare sono gli ex lavoratori e dirigenti della fabbrica, le persone che vi hanno vissuto, gli attivisti e operatori che hanno fornito loro assistenza, gli abitanti del quartiere che lottano per la riqualificazione della struttura (scheda editoriale).