Visualizzazione post con etichetta Esclusione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Esclusione. Mostra tutti i post

Il cerchio e la saetta. Storia dei centri sociali romani

di Francesco C.
Fandango libri, 2025
La stagione delle occupazioni degli spazi sociali a Roma è una storia lunga che parte dagli anni Ottanta e arriva fino a oggi. I centri sociali occupati autogestiti hanno rappresentato una parte vitale del tessuto politico, sociale e culturale di Roma, sono stati spazi di resistenza, inclusione, lotta, cultura e creatività. Fabrizio C., che ha fatto parte dell’assemblea del CSOA La Torre, realtà occupata dagli anni Novanta che dura ancora oggi nel quadrante nord-est di Roma, raccoglie le voci delle e dei militanti di questa stagione e ne ripercorre la storia fra entusiasmi, prospettive, lotte e sgomberi.

Ma noi non potevamo aspettare più. Memorie e storia della lotta per la casa a Roma

di Bruno Fusciardi e Giulia Zitelli Conti
Edit Press, 2024
Nel secondo dopoguerra Roma si presentava costellata da borgate e borghetti abitati specialmente da immigrati, sfrattati dal centro storico e sfollati di guerra. In questi quartieri popolari migliaia di famiglie si organizzarono per rivendicare il diritto alla casa e alla città. Il volume propone la trascrizione delle voci della memoria di alcuni dei protagonisti di questa intensa stagione di mobilitazione sociale: i ricordi inediti degli intervistati qui raccolti ci trasportano da Borgata Gordiani alla Magliana, ricostruendo le storie di singole occupazioni abitative, narrando percorsi di impegno politico e amicizia e attraversando vent’anni di militanza nel movimento di lotta per la casa (1963-1985). Un movimento composito, eterogeneo e non esente da contraddizioni interne, che ancora oggi rappresenta un soggetto sociale di primaria importanza e urgenza per la città, dentro e fuori il Grande raccordo anulare (scheda editoriale). 


Il diritto di restare. Espulsioni e radicamento tra Roma e Ostia

di Stefano Portelli
Carocci, 2024
Che cosa ne è stato degli abitanti dei borghetti autocostruiti intorno a Roma, le cosiddette “baracche” demolite negli anni Settanta? Questo libro racconta i decenni successivi alla grande stagione delle lotte per la casa, quando migliaia di persone trasferite sul litorale iniziarono a sentirsi deportate, sradicate, più isolate che nei vecchi quartieri. «Ostia, o Bombay – è uguale», scrisse Pasolini. In tutto il pianeta milioni di persone subiscono sfratti, sgomberi e trasferimenti, spesso verso zone remote. Ma quando le ruspe demoliscono abitazioni, spazi sociali, luoghi di culto, chi viene sradicato percepisce una violenza i cui effetti possono riemergere altrove, in forme anche difficili da decifrare. Il “diritto di restare” che reclamano oggi gli abitanti dell’Idroscalo di Ostia, l’ultimo borghetto di Roma, come quelli di altre zone considerate “informali” in tutto il mondo, può essere la chiave per immaginare quartieri contro lo sradicamento, città basate sui bisogni e sui desideri di chi le vive, anziché su progetti elaborati altrove (scheda editoriale).

L'estrattivismo urbano a Roma. Il quartiere di Centocelle tra gentrificazione e rendita

di Luca Brignone
LetteraVentidue, 2024
Un paradosso sembra minare l'efficacia dei processi di riqualificazione o rigenerazione nelle aree delle grandi città soggette a processi di marginalizzazione e periferizzazione: nella migliore delle ipotesi gli interventi si traducono in palliativi incapaci di incidere sui problemi strutturali. Nella peggiore, producono un'espulsione degli abitanti storici e meno abbienti acuendo le disuguaglianze che gli interventi stessi si proponevano di risolvere. Il libro, attraverso l'analisi della trasformazione recente del quartiere di Centocelle, problematizza la categoria della gentrificazione, svelando la natura profonda, radicata ed insidiosa del carattere estrattivo che contraddistingue i modelli di sviluppo urbano dominanti (leggi il libro). 

Dopo la gentrificazione. Un quartiere laboratorio dalla crisi economica all’abitare temporaneo

di Alessandro Barile, Barbara Brollo, Sarah Gainsforth e Rossella Marchini
DeriveApprodi, 2023
Cosa c’è dopo la gentrificazione? Cosa avviene in un quartiere quando essa entra in crisi e si arresta? Lo studio del quartiere romano di San Lorenzo ci permette di rispondere a questa domanda, che investe molte città italiane e, più in generale, dell’Europa mediterranea. La crisi economica scoppiata nel 2008 ha prodotto anche una crisi dell’urbano, che ha colpito in particolare le zone della città precedentemente "valorizzate". San Lorenzo non è solo un quartiere, ma il simbolo di una certa idea di città. È infatti il quartiere universitario della capitale, ma anche quello dei movimenti e della partecipazione politica. Un quartiere che, proprio a causa dei processi gentrificatori, si è svuotato di abitanti e poi di attività sociali ed è divenuto, come si legge negli annunci delle agenzie immobiliari, "a uso investimento", per cui la casa non è più collegata all’abitare stanziale ma a quello temporaneo.


Il Pane e la Luce: l'impatto del caro energia sulla comunità di Nonna Roma. Analisi e proposte contro la povertà energetica

a cura di Nonna Roma, 2022 (leggi il rapporto)
Milioni di persone in Italia non hanno un consumo sufficiente di energia e gas o sono costrette a destinare al pagamento delle forniture una quota insostenibile del proprio reddito: 2,2 milioni di famiglie a fine 2021; molte di più oggi, per l’effetto del caro energia che ha visto più che raddoppiare il costi rispetto all’anno precedente. In un contesto di inflazione generale e nonostante il previsto aumento del prezzo dell'energia nei prossimi mesi, il Governo, nel far cassa sulle spalle di chi vive in disagio economico, nell’ultimo decreto bollette ha prorogato solo parzialmente le misure emergenziali contro gli effetti del caro energia. Per comprenderne gli effetti sulla propria comunità, Nonna Roma ha svolto un’indagine e raccolto i risultati in questo rapporto, nel quale si formulano proposte a contrasto della povertà energetica indirizzate al Governo, alla Regione Lazio e a Roma capitale.

Dalla strada alla casa. Un rapporto sui senza fissa dimora a Roma

a cura di Federica Borlizzi e Ilaria Manti
Nonna Roma, 2022 (download)
Il lavoro nasce dall’esigenza di mettere a sistema quanto, in questi anni, Nonna Roma ha avuto modo di osservare, ponendoci dall’angolo visuale degli ultimi di questa città. Anni di politiche sociali inadeguate, in cui i senza dimora sono stati destinatari non solo dell’indifferenza istituzionale ma anche di strumenti punitivi diretti a sanzionare una condizione di povertà in nome del “decoro”. Anni di politiche miopi a livello nazionale e locale, con l’approvazione di provvedimenti e l’introduzione di prassi amministrative che hanno reso un percorso ad ostacoli l’accesso ai servizi essenziali per chi si trova a vivere in una condizione di marginalità. Di tutto questo e di molto altro si da atto in questo lavoro.

Vivere il quartiere. Esperienze di socialità e partecipazione a Tor Pignattara e Trullo

a cura di Marina Ciampi
Carocci, 2022
Il libro presenta i risultati di una ricerca di tipo qualitativo e analizza il fenomeno urbano tramite varie modalità prospettiche. Obiettivo è documentare un modo di abitare Roma, circostanziandolo attraverso le esperienze comunitarie di due quartieri: Tor Pignattara e Trullo, che si configurano come spazi circoscritti ove le pratiche sociali, i rapporti di convivenza e vicinato, l’agire politico, le forme di partecipazione, ma anche di esclusione, assumono per gli abitanti significati diversi, ma pur sempre riferibili a un destino comune. Dalla ricerca emerge un tratto unificante delle zone, pur differenti, ascrivibile ad azioni creative, estetiche (tra cui la street art) e di partecipazione solidale. Tali esperienze testimoniano un sistema di valori condiviso, una scena culturale vivace e una convivenza globalmente orientata alla pluralità, aspetti che non escludono, però, le criticità tipiche di una realtà urbana complessa come quella della capitale.

Sfrattati dall'eternità. La ristrutturazione neoliberista a Roma

di Michael Herzfeld
Meltemi, 2021
Il Duemila, l'anno del Giubileo, risultò catastrofico per la popolazione del rione Monti. Artigiani, bottegai, lavoratori, vittime della speculazione edilizia, dell'usura, della corruzione e delle pignolerie burocratiche, furono costretti ad abbandonare gli spazi del loro adorato vicinato e a cederli a persone benestanti e alle forze incontrollate del turismo. Sostenitore dei diritti degli abitanti e conoscitore della loro realtà quotidiana, Michael Herzfeld ci porta dentro gli spazi intimi di quel rione, dove gli intrecci tra leggi e infrazioni e tra microcriminalità e forze istituzionali illuminano le dinamiche della famosa “convivenza” romana dei vari ceti sociali, destinata alla fine a crollare di fronte alle pressioni dell'economia mondiale. Scritto con affetto profondo ma con lo sguardo analitico dell'antropologo, il volume svela la trasformazione che stravolse il cuore della città.

Roma non è eterna

di Christian Raimo
Chiarelettere, 2021
"Roma è una città in cui è sempre più difficile vivere, ma ti viene concesso di sopravvivere, di sfangarla quotidianamente. Per questo volerla cambiare, come persino raccontarla, è un gesto dichiarato di lesa maestà".
Che fine farà la capitale d'Italia? Il destino di Roma non riguarda soltanto chi la abita o la attraversa. La storia della città per antonomasia è anche la storia di una città qualunque, sconosciuta e ingovernata. Un saggio, reportage, pamphlet, denuncia, memoir, romanzo di formazione. Scritto da chi Roma la vive tutti i giorni, con l'ambizione di reinventarla e riscattare gli anni bui della corruzione, della cupidigia e della guerra contro i poveri e contro la bellezza.

Asy(s)lum. Dalle “istituzioni totali” di Goffman ai “campi rom” della città di Roma

Associazione 21 Luglio, 2020
Per definire l’oggetto del presente studio - i “campi rom” voluti e in parte realizzati da tutte le giunte capitoline tra il 1994 e il 2018 - sono necessari un neologismo e una metafora. La metafora è quella del “campo rom” come istituzione totale, il neologismo è AsySlum. AsySlum è un neologismo formato da due parole, Asylums e Slum. Il primo termine richiama il titolo dell’omonimo lavoro di Goffman, a cui la presente ricerca si è ispirata. Slum – al pari di favela, baraccopoli, bidonville – è un termine che indica un insediamento urbano densamente popolato e collocato ai margini di una metropoli. I “campi rom” allestiti a Roma sono tecnicamente degli slum monoetnici, dove sono state concentrate, con intento segregazionista, le famiglie in emergenza abitativa assimilabili alla categoria dei rom (scarica).

Roma in movimento. Pontili per collegare territori sconnessi

di Lucina Caravaggi e Orazio Carpenzano
Quodlibet, 2019
Nella metropoli-capitale si stiano generando nuove condizioni di prigionia urbana, inedite forme di esclusione sociale connesse, in particolare, all’aumento del traffico automobilistico. Ma a fronte di tale analisi, gli esiti di questa ricerca individuano anche potenzialità nascoste e funzionali a progettare nuove traiettorie, a partire proprio dalla questione del diritto allo spostamento come titolo di cittadinanza. Il tema della mobilità assume quindi i caratteri di un progetto sociale capace di riattivare lo spazio aperto di Roma grazie a nuove infrastrutture paesaggistiche denominate Pontili. Si tenta così di rilanciare la Cura del ferro, promossa negli anni Novanta e poi interrotta, grazie al quale le ferrovie non andranno più intese solo come linee che attraversano un territorio, ma come infrastrutture capaci di raccordarsi a una rete flessibile di connessioni tra insediamenti e stazioni (Scheda editoriale).

Dalla casa al paesaggio. Edilizia residenziale pubblica e mutamenti dell'abitare a Roma

A cura di Claudia Mattogno e Rita Romano
Gangemi, 2019
I quartieri di edilizia residenziale pubblica hanno saputo rivelarsi luoghi di sperimentazione e socialità ma hanno anche determinato effetti segregativi e degrado. Sono stati oggetto di discredito ma si sono rivelati nel tempo un'importante risorsa. Sono quartieri che occupano oggi una posizione strategica perché sono aree di frangia in cui si dissolve la città consolidata e si dilata un paesaggio esteso che include spesso ambiti agricoli. La città pubblica continua a rappresentare una sfida per il progetto dell'esistente. Il volume inquadra una porzione di territorio ai margini del Grande Raccordo Anulare, tra la Salaria e la Casilina, dove si addensano quartieri di edilizia pubblica innervati da ampi spazi aperti, e invita a riscoprire il legame con la geografia e la storia dei siti, a prendere atto delle stratificazioni sociali, a superare frammentazioni e individuare nuove potenzialità di rigenerazione.

Roma informale. La città mediterranea del Gra

di Alessandro Lanzetta
Manifestolibri, 2018
Nella Roma contemporanea il centro storico è ormai un outlet per turisti e l'enorme periferia il vero luogo della cittadinanza. Il Grande Raccordo Anulare, un infinito tracciato regolatore impostato sul confine tra le vecchie periferie consolidate e i nuovi caotici quartieri della corona esterna, è ormai l'unica figura urbana territoriale con la forza di strutturare una forma della metropoli. Il GRA, infatti, è l'embrione di una città mediterranea «legale al di fuori della legalità», regolata esclusivamente dal mercato e da questa forma archetipica; è un teatro cinematico di paesaggi eterogenei, privi di qualità urbanistiche e architettoniche ma dotati d'inediti valori estetici. Paesaggi che non sono abitati da soggetti deboli rinchiusi in ghetti o da élite asserragliate in enclave sorvegliate, ma da nuove antropologie ibride che, per diversi motivi, costruiscono case sull'unica fascia infrastrutturata del territorio (scheda editoriale).


Hostia. L'innocenza del male

di Federico Bonadonna
Round Robin, 2018
Le case popolari, il reparto psichiatrico e una galleria di personaggi, vittime e carnefici allo stesso tempo, popolano questo romanzo che, utilizzando lo stile del racconto familiare, del noir e dell'horror, trascina il lettore attraverso una serie di eventi sconvolgenti. Litorale romano, 1986. Una donna irrompe negli uffici del servizio sociale. Dice che vuole liberarsi di sua figlia Emma di sette anni perché si masturba a sangue. Martino, il giovane psicologo incaricato del caso, scopre le condizioni drammatiche in cui vive la bambina. Ma cosa nasconde il comportamento della piccola? E perché una potente politica impedisce che la minore sia data in affidamento? E poi: cosa lega la vita di Emma e la storia famigliare dello psicologo? Per scoprirlo, Martino torna dalla sua psicoanalista e intraprende un viaggio nella terra straniera del suo passato che riporterà alla memoria un abuso mai rivelato (scheda editoriale).


La povertà a Roma. Un punto di vista

di Caritas
Caritas, 2018
Una capitale sempre più fragile, nella quale la povertà assume aspetti anche imprevedibili. Non solo disoccupazione, dipendenze, redditi esigui e disomogenei, disturbi mentali ma anche forme di “barbonismo domestico”, anziani soli che trasformano le proprie abitazioni in luoghi di accumulo con gravi conseguenze igienico sanitarie. Il rapporto, giunto alla seconda edizione, mette in luce un mondo sommerso e nascosto ai più ma ben noto ai migliaia di volontari che quotidianamente svolgono attività nei 145 centri d’ascolto parrocchiali e nei tre diocesani. La pubblicazione, 180 pagine ricche di dati e infografiche, riporta un quadro generale della situazione socio-economica della Capitale e quattro ambiti di approfondimento su immigrazione, anziani e solitudine, salute mentale e dipendenze. Non manca anche un report sull’attività dei 145 centri di ascolto promossi dalle parrocchie romane (scarica il rapportoscarica la sintesi).


La cura e lo sgombero. Salute e cittadinanza nei campi rom di Roma

di Lorenzo Alunni
Argo, 2017
Il rapporto con chi vive ai margini della società, come i gruppi rom, costituisce un banco di prova tanto per le istituzioni democratiche quanto per il concetto stesso di cittadinanza, e una delle principali porte attraverso cui lo Stato entra in relazione con la marginalità e l’esclusione è rappresentata dalle istituzioni sanitarie. Basato su una ricerca etnografica condotta in una fase d’inasprimento politico e sociale nei confronti dei gruppi rom d’Italia, “La cura e lo sgombero” esplora le politiche e le esperienze della cura nei campi rom di Roma, indagando come la sfera politica e quella sanitaria si intreccino e si influenzino reciprocamente. Il libro propone una cartografia dei punti d’incontro fra processi medici e processi politici, fra educazione sanitaria ed educazione securitaria, fra politiche della vita e ragione umanitaria: fra la cura e lo sgombero.

La città inquieta. Cultura, rivolte e nuova socialità

 di Antimo Farro e Simone Maddanu
Cedam, 2017
Di fronte a frammentazioni sociali, a rimodellamenti culturali, economici e politici, la città è inquieta. I cittadini fronteggiano trasformazioni non volute e a volte inattese, alcuni costruendo nuovi immaginari sociali inclusivi; altri chiudendosi alla presenza dei migranti e guardando nostalgicamente al passato. A Roma come a Parigi, le periferie o le banlieue tentano con difficoltà, a volte attraverso la violenza e la rivolta, di reagire a forme di marginalità accelerata nella città postfordista. Sperimentando nuove socialità e pratiche inclusive, diverse azioni collettive tentano di ricostruire un tessuto sociale che includa i migranti, che riproponga unità e partecipazione nel quartiere, cura e gestione dei beni pubblici. Il volume approfondisce alcuni esempi nei quartiari romani di Ostia, Tor Sapienza, Torpignattara e Esquilino, e a Parigi.

La città e l'accoglienza

di L. Agostini, G. Attili, L. Decandia, E. Scandurra
Manifestolibri, 2017
L'accoglienza dei profughi è una delle sfide principali delle città contemporanee, la questione dove si gioca il destino stesso della civiltà europea. L'Europa nasce infatti come spazio geoculturale della civitas e la ricchezza dell'Italia, come degli altri paesi, si fonda sul pluralismo dei municipi, veri e propri aggregati di ibridazione multiculturale, culle del cosmopolitismo. Contro il fondamentalismo e il verticismo di un unico Occidente, la storia della nascita delle prime città dimostra come siano esistiti più "Occidenti" prodotti da incessanti transiti, traduzioni e narrazioni. L'ethos delle città si fondava proprio sugli incroci tra locali e stranieri che, nel corso dei loro transiti, innescavano mutamenti nelle mentalità dei "locali" e nelle forme fisiche della città. La ricerca, oggi, di esperienze concrete di solidarietà non è, dunque, dolce utopia o buonismo da anime belle, ma il "ritorno" a quella gloriosa tradizione che ha caratterizzato il contesto italiano ed europeo (scheda editoriale).


Verso una politica della casa

di Enrico Puccini
Ediesse, 2016
Roma 2016: 16.000 famiglie in lista di attesa per un alloggio pubblico, 8.000 in emergenza abitativa, 30.000 in difficoltà con il pagamento degli affitti di cui 10.000 con sfratto esecutivo, 10.000 occupanti abusivi, 5.000 assegnatari decaduti, 1.000 case popolari occupate ogni anno, 30 milioni di spesa per i residence, 500 milioni di debito ICI da parte degli enti gestori e 700 milioni di deficit manutentivo. Sebbene il problema casa appaia inestricabile e numericamente insormontabile, questa pubblicazione si propone di porre ordine nella materia, al di là dei luoghi comuni e dei proclami scandalistici che troppo spesso ne avvelenano il dibattito. Un sistema in crisi in cui la Capitale d'Italia incarna tutti i mali della nazione, ma ha anche tutte le potenzialità che, dopo un riassetto organico della materia, potrebbero finalmente riuscire a dare delle risposte concrete alla pressante emergenza abitativa (scheda editorialeblog osservatoriocasaroma).